Cos'è la proteina beta amiloide? La sua funzione e il ruolo nell'Alzheimer

La proteina beta amiloide è una sostanza tossica coinvolta nello sviluppo della malattia di Alzheimer, vediamo in che ruolo e quali sono le condizioni favorevoli



Quando si parla di morbo di Alzheimer e delle sue cause, è inevitabile sentire nominare la proteina beta-amiloide, finora considerata la responsabile della morte neuronale che produce la demenza. Si tratta, in effetti, di una sostanza neurotossica in grado di depositarsi sulle membrane cerebrali in grosse placche che inibiscono le sinapsi, ovvero i collegamenti tra i neuroni, i quali finiscono per morire.

Ma per spiegare come e quando ciò accada, dobbiamo partire dalla proteina precursore della beta-amiloide (APP), che in realtà è una proteina di membrana (cellulare) non solo innocua, ma anzi necessaria alla vitalità dei neuroni.
A woman, suffering from Alzheimer's dese
Tale sostanza viene prodotta in tutti gli esseri umani all’interno di diversi tipi di cellule, tra cui quelle di cervello, cuore, reni e milza, e svolge diverse funzioni biologiche sia in forma integra (è una grossa proteina complessa), che suddivisa in frammenti. Si tratta per lo più di normali funzioni che permettono i collegamenti cellulari e che sono coinvolte, a livello cerebrale, nella riparazione dei neuroni danneggiati e nella loro crescita.

In alcuni soggetti predisposti (probabilmente per fattori in parte genetici, in parte ambientali e, forse, in parte autoimmuni), però, la APP ad un certo punto smette di essere una proteine “sana” e “buona”, per trasformasi in un derivato neurotossico chiamato beta-amiloide che pian piano si accumula nel cervello senza venire correttamente smaltita, e pertanto “soffoca” i neuroni che deperiscono e muoiono.

E’ la malattia di Alzheimer, caratterizzata da perdita della memoria e demenza. La beta-amiloide è un peptide (un piccolo frammento) della APP, ed è l’unica parte dalla proteina di origine in grado di provocare danni neuronali. Infatti una volta “libera”, si aggrega agli altri peptidi formando delle placche dense e resistenti che ricoprono le cellule nervose. Dal momento che questi derivati proteici non riescono ad essere eliminati, finiscono per interessare quasi tutte le aree principali del cervello.

Le placche di beta-amiloide vengono “rinforzate” dall’aggiunta di un’altra proteina tossica, chiamata Tau anomala, e portano ad una demenza irreversibile, perché i neuroni morti per asfissia non vengono più sostituiti. Purtroppo, nonostante i grandi passi in avanti, la scienza ancora non è riuscita a spiegare esattamente il meccanismo che porta alcuni soggetti a produrre la beta amiloide e ad ammalarsi di Alzhaimer, anche se senza dubbio lo stile di vita e l'avanzamento dell'età media giocano un ruolo importante.

Alimentazione sbagliata, troppo ricca di zuccheri e di grassi saturi e trans, alcool, fumo, sedentarietà, poca stimolazione intellettiva, sono altrettanti possibili fattori scatenanti della malattia, ma è chiaro che perché essa insorga, sono necessarie altre concause attualmente ancora sconosciute.

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