Curarsi con la valeriana: benefici e controindicazioni

La veleriana è una pianta officinale usata per alleviare disturbi del sonno e ansia. Vediamo quali sono i benefici e quando è meglio evitare di assumerla

La valeriana (Valeriana officinalis) è usata in fitoterapia soprattutto per il suo effetto calmante e blandamente ipnotico, capace di facilitare il sonno in chi soffra di insonnia, e di alleviare stati di ansia .

La valeriana, di cui in commercio troviamo la tintura madre e le capsule con l’estratto secco delle radici, è anche considerata efficace per calmare gli spasmi della muscolatura addominale, ad esempio da stress, e pertanto contribuisce anche ad alleviare i sintomi della colite e della gastrite nervose.
Valeriana
La pianta, dal caratteristico e intenso profumo amato dai gatti, è sempre stata usata in ambito fitoterapico, ma non per curare le stesse patologie per cui si somministra oggi. Se, infatti, gli antichi Greci e i Romani avevano intuito le proprietà calmanti della pianta, successivamente, ad esempio prima della metà del 1800, addirittura la si considerava uno stimolante.

Fu solo in seguito, e in particolare dopo la seconda guerra mondiale, che si cominciò a somministrare la valeriana come blando ansiolitico e cura anti stress e anti insonnia, proprietà per le quali tuttora viene assunta, anche in considerazione degli scarsi effetti collaterali.

I principi attivi con virtù sedative, spasmolitiche e calmanti del sistema nervoso sono concentrati nell’olio essenziale della valeriana, e si tratta, principalmente, di valeproiati. Assunta nelle dosi giuste, la valeriana aiuta a combattere stati ansiosi che producano disturbi del sonno, con insonnia generata da difficoltà nell’addormentamento o risvegli durante la notte.

Assumere valeriana induce uno stato di calma e di rilassamento che, però, non toglie lucidità, a differenza di altri medicinali ansiolitici. Tuttavia, è meglio non assumerla in concomitanza con questi ultimi, in particolare con le benzodiazepine, e con alcolici.

La valeriana viene anche consigliata talvolta ai bambini affetti da sindrome ADHD (iperattività e deficit di attenzione), sempre come calmante, ma non ci sono riscontri scientifici sull’effettiva efficacia della pianta in questi casi. Del resto, anche per quanto riguarda le proprietà ansiolitiche, i pareri sono discordanti, mentre numerosi studi confermano le virtù sedative che inducono il sonno.

La valeriana si assume nelle dosi di 200-500 mg al giorno, senza superare queste quantità, e la cura va protratta per almeno 20 giorni, ma non oltre i 60. Gli effetti collaterali sono rari, ma se si eccede nel dosaggio o si verificano sensibilizzazioni al principio attivo, si possono avere sintomi come palpitazioni, mal di testa e disturbi gastrointestinali.

La valeriana non va somministrata i bambini sotto i 3 anni, e con molta ttenzione ai piccoli fino ai 12 anni (quindi la cura va seguita solo dietro controllo medico). Questa pianta è controindicata anche in gravidanza e allattamento.

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Foto| via Pinterest

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