Arnica in compresse: indicazione, posologia, effetti collaterali

L'Arnica in compresse è un medicinale omepatico che sfrutta i principi attivi della pianta, opportunamente diluiti, per lenire stati dolorosi infiammatori di varia natura. Vediamo modi d'uso e controindicazioni

L’Arnica in compresse che troviamo in commercio è une medicinale omeopatico che sfrutta le molteplici virtù antinfiammatorie, analgesiche e cicatrizzanti di questa pianta – l’Arnica montana – di cui è forse più diffuso il prodotto ad uso topico, ovvero la crema.

In effetti i fiori dell’Arnica, le parti della pianta comunemente usati a scopo medicinale, sono tossici, se ingeriti, per questa ragione l’unica somministrazione per via orale possibile senza rischi per la salute è quella omeopatica.
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I principi attivi della pianta – oli essenziali, timolo e polifenoli – vengono opportunamente diluiti e dinamizzati, in modo da non risultare pericolosi per l’organismo, ma da stimolare opportunamente il sistema immunitario scondo il principio del "simile che cura il simile". In farmacia e in erboristeria troviamo perciò l’Arnica omeopatica in compresse, o meglio, in granuli, nelle diluizioni alla 9 CH, alla 15 CH o alla 30 CH (le più comuni).

L’Arnica omeopatica è un medicinale potente, e va prescritto solo dal medico omeopata e assunto nelle dosi e nei tempi giusti a seconda del tipo di disturbo o di trauma che deve andare a lenire. Ecco i principali problemi per risolvere i quali si può assumere l’Arnica omeopatica in compresse:


  • Traumi fisici e psichici
  • Traumi ossei e articolari
  • Trauma cranico e facciale
  • Traumi muscolari, contratture, stiramenti
  • Rotture di legamenti
  • Stato di shock (ad esempio dopo un incidente)
  • Infezioni, sepsi, interventi chirurgici
  • Traumi vascolari, ematomi, emorragie, ferite sanguinanti
  • Dolori articolari da infiammazione (ad esempio reumatismi, artrite)

In tutti questi casi i granuli di arnica si possono assumere con diverse posologie, a seconda che il trauma sia di natura fisica o psicologica, o entrambi. Ad esempio, se dopo una caduta ci ritroviamo con un arto offeso – con escoriazioni, edema ed ecchimosi, lieve incrinatura dell’osso o contusione muscolare – possiamo assumere Arnica alla 9 CH nella dose di 5 granuli 3-4 volte al giorno.

Per un trauma cranico importante, invece, potrebbe essere necessario assumere questo farmaco alla 200 CH (sempre e solo dietro indicazione del medico). Le controindicazioni all’assunzione delle compresse di Arnica sono legate ad una sensibilizzazione al principio attivo o alla manifestazione di effetti collaterali intensi che devono portare alla immediata sospensione della cura.

Tra gli effetti indesiderati ci sono cefalea, tachicardia, dolori addominali e respiratori, legati all’azione tossica dei principi attivi dell’arnica sul cuore. Se, invece, le compresse di Arnica vengono ben tollerate (cosa che avviene nella maggior parte dei casi), si tratta senza dubbio di un ottimo ed efficace rimedio naturale.

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