Demenza, rischi maggiori per chi ha subito un trauma alla testa

I traumi alla testa aumentano il rischio di demenza. Ecco cosa emerge da una recente ricerca.

I traumi alla testa, in inglese Traumatic Brain Injury (TBI), possono aumentare il rischio di demenza? Un recente studio, pubblicato su "Neurology" e condotto dai membri della University of California di San Francisco, suggerisce di si. Il trauma cranico è una condizione che può comportare una serie di sintomi, da quelli più lievi, come il mal di testa e la nausea, a quelli più gravi, con alto rischio di danno cerebrale permanente e di morte. Lo studio della University of California ha preso in esame i dati relativi a un campione di 188.784 veterani che avevano un'età media di 68 anni all’inizio della ricerca. Nessuno dei partecipanti, all’inizio dello studio, mostrava sintomi di demenza.

Detto questo, durante il periodo di follow-up sarebbe emerso che a 1.229 veterani era stato diagnosticato un trauma cranico, e il 16% di questi veterani aveva sviluppato la demenza, contro il 10% dei veterani ai quali invece non era stato diagnosticato alcun trauma cranico.

Durante la loro ricerca, gli esperti hanno preso in considerazione altri fattori noti per aumentare il rischio di demenza, come l'alcolismo, la depressione, il diabete e la pressione alta, ed hanno comunque concluso che i veterani con diagnosi di trauma cranico avrebbero avuto il 60% in più di probabilità di sviluppare demenza rispetto veterani che non avevano avuto un trauma cranico.

rischio di demenza

Detto questo, dalle analisi sarebbe anche emerso che i veterani che avevano avuto un trauma cranico avrebbero sviluppato il rischio di demenza due anni prima rispetto a quelli che invece non lo avevano avuto, ed il rischio aumentava maggiormente per coloro che, oltre al trauma, presentavano anche sintomi come depressione, disturbo da stress post-traumatico o malattia cerebrovascolare.

"Questi risultati suggeriscono che una storia di trauma cranico contribuisce ad aumentare il rischio di demenza in età avanzata nei veterani. - spiegano gli autori della ricerca - Se supponiamo che questa relazione è causale, sembra probabile che lo stesso rischio si verifichi probabilmente anche nella popolazione civile".

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via | Medicalnewstoday

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