Carenza di ferro: sintomi e rimedi

La carenza di ferro è una condizione abbastanza comune, soprattutto in età giovanile. Vediamo le cause e come intervenire con la dieta giusta

Carenza di ferro

La carenza di ferro è un condizione che se protratta a lungo può determinare un indebolimento generale dell’organismo. Infatti il ferro è una delle componenti principali del sangue e pertanto, quando i livelli si abbassano, si riduce anche la quantità dei globuli rossi prodotti dal midollo osseo e, pertanto, si rischia di andare incontro ad anemia, definita, in questo caso sideropenica. Il ferro è un elemento che il nostro corpo assume attraverso l’alimentazione, e che in buona parte viene utilizzato per la formazione dell’emoglobina, la principale proteina dei globuli rossi, che a sua volta si lega alle molecole di ossigeno provenienti dagli alveoli polmonari e le trasporta verso gli organi e i tessuti.

Poco ferro significa poca emoglobina, quindi un volume inferiore alla norma di globuli rossi e una inferiore ossigenazione del corpo. Non dobbiamo, però, spaventarci troppo, perché l’anemia da carenza di ferro può diventare davvero pericolosa solo quando i livelli di emoglobina scendano sotto i livelli di guardia di 7-8 g/dl di sangue (condizione che può necessitare misure estreme come trasfusioni di sangue). In realtà una moderata carenza di ferro è molto comune soprattutto tra le donne in età fertile (11-50 anni), e in gravidanza e allattamento, e significa che il fabbisogno giornaliero di questo minerale non è colmato dalla dieta. Le donne necessitano di 12 mg al giorno (contro i 10 degli uomini), ma se incinte il loro fabbisogno sale a 30 mg al giorno.

L’anemia da carenza di ferro si scopre attraverso alcune analisi del sangue specifiche, tra cui la sideremia (ferro libero nel plasma), la ferritina (che misura le riserve di Fe), e la transferrinemia (che misura la proteina che trasporta il Fe). Se i valori sotto tutti inferiori alla media e anche l’emoglobina è bassa, allora l’anemia sideropenica è conclamata.

Carenza di ferro: sintomi

I sintomi della carenza di ferro nei bambini e negli adulti di questa condizione sono svariati, ecco i più comuni


  • Pallore di cute e sclere degli occhi
  • Debolezza, spossatezza
  • Sonnolenza postprandiale
  • Caduta dei capelli, pelle spenta e unghie fragili
  • Irritabilità
  • Difficoltà di concentrazione
  • Deficit mnemonici
  • Disturbi del sonno
  • Facilità a contrarre infezioni
  • Tachicardia
  • Dimagrimento, inappetenza
  • Scarsa o mancata crescita (nei bambini)
  • Respiro accelerato

Questi sintomi devono metterci in allarme, portandoci dal nostro medico per la prescrizione delle analisi. Tra le cause di una carenza di ferro ci sono un’alimentazione sbilanciata o insufficiente, ingenti perdite ematiche (emorragie, e nelle donne mestruazioni troppo abbondanti), intensi sforzi fisici, malattie infiammatorie intestinali con malassorbimento (ad esempio morbo di Crhon) e sanguinamento occulto (ulcera peptica), intolleranza alimentari come la celiachia.

Carenza di ferro: rimedi

Se doveste avere una carenza di ferro, il vostro medico vi consiglierà dei rimedi efficaci, come ad esempio quello di migliorare la vostra alimentazione, e se necessario di assumere un integratore per riportare i valori ai livelli normali. Attraverso una sana alimentazione potrete tenere alla larga il rischio di avere una carenza di ferro, per cui cercate di assumere gli alimenti che vi segnaliamo nella lista qui sotto con maggiore regolarità.

Carenza di ferro: cosa mangiare

Arrivare alle cause dell’anemia è importante, ma senza dubbio la prima cosa da fare è modificare la dieta. Ma cosa mangiare per avere dei buoni livelli di ferro? Ecco i cibi più ricchi di ferro biodisponibile, ovvero facilmente assimilabile dall’organismo


  • Frattaglie di carne bovina (fegato, soprattutto)
  • Uova
  • Carne rossa
  • Carne bianca
  • Pesce, soprattutto frutti di mare tra cui ostriche, cozze vongole, ma anche molluschi come polpi e seppie

Le fonti vegetali, soprattutto le verdure a foglia verde e legumi, contengono del ferro che però difficilmente viene assimilato dall’intestino. Per renderlo più biodisponibile dobbiamo associare questi vegetali a fonti di vitamina C. Se, però, la dieta non fosse sufficiente, allora è bene sopperire alla mancanza di ferro con un’integrazione farmacologica, stabilita, per dosi e durata della cura, dal proprio medico.

Carenza di ferro in gravidanza

Le donne, come abbiamo detto, corrono un maggior rischio di carenza di ferro in gravidanza, poiché durante la gravidanza è necessario raddoppiare la quantità di ferro necessaria per le donne. Se non si assumono sufficienti quantità di ferro durante questa fase della vita, potrebbe aumentare il rischio di parto prematuro, quello di basso peso alla nascita del bambino e quello di depressione post-partum.

via | MayoClinic,

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