Quali sono i sintomi della sifilide e la cura da seguire

La sifilide è una grave malattia venerea prvocata da un batterio. Vediamo i sintomi con cui si manifesta e quali sono le cure efficaci

La sifilide è una malattia venerea grave, che prima dell’avvento della penicillina mieteva molte vittime per la mancanza di cure. E’ provocata da un batterio – il Treponema pallidum – in grado di generare una infezione che gradualmente diventa sistemica interessando organi e tessuti diversi del corpo, tra cui pelle e mucose, sistema nervoso, occhi.

Dato che il Treponema pallidum ha un tempo di incubazione molto lungo, e che la sifilide si manifesta con gradi progressivi di gravità in un tempo dilatato, spesso chi ne viene contagiato non mette in relazione i suoi sintomi con una possibile infezione venerea.

Sifilide
Il tempismo, però, in questi casi è cruciale, perché scoprendo, attraverso un semplice test del sangue, di avere la malattia agli stadi iniziali, si può stroncare l’infezione sul nascere evitando le conseguenze più serie. Come tutte le malattie veneree, la sifilide si contrae attraverso rapporti sessuali non protetti con un partner infetto, e il batterio ha un tempo di incubazione nell’organismo umano che va dalle 2 alle 12 settimane.

Al primo stadio, la malattia si manifesta solo con la formazione di un condiloma, o piaghetta genitale, chiamata silfiloma iniziale, che non dà disturbi quindi in genere passa del tutto inosservata. La seconda fase, che comincia mesi dopo il contagio, invece, include diversi sintomi che possono già portare ad una diagnosi, tra cui:


  • Linfonodi ingrossati
  • Eruzione di vescicole piene si siero infetto (e pertanto contagioso)
  • Comparsa di macchie rossastre sulla pelle
  • Dimagrimento
  • Dolori articolari e muscolari
  • Mal di testa ricorrenti
  • Mal di gola
  • Febbre o febbriciattola

Se, durante questa fase della malattia, non si effettua la cura, l’infezione si estende diventando sistemica e sempre più grave, con i seguenti sintomi che si manifestano anche diversi anni dopo il contagio:


  • Perdita della memoria e del senso dell’orientamento, demenza
  • Turbe psichiche

  • Perdita di controllo del movimento degli arti

  • Abbassamento della vista, cecità

Prima di arrivare a questi estremi drammatici della sifilide, però, possiamo scoprire di esserne affetti sottoponendoci a due test del sangue: il VDRL (Veneral Desease Research Laboratory), che si può già effettuare 8-12 giorni dopo il contagio, e il TPHA (Treponema pallidum Haemoagglutination Assay), che si effettua dopo 10 settimane dal contagio.

La terapia per la sifilide è di tipo antibiotico (penicillina o doxiciclina in caso di allergia alla prima) e permette di debellare del tutto il batterio in circa due settimane. Tuttavia, la cura migliore rimane la prevenzione, ovvero usare il profilattico (maschile o femminile) per proteggersi durante i rapporti sessuali “a rischio” con nuovi partner.

Foto| via Pinterest

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