I sintomi del diabete gestazionale, le cause e i valori di riferimento

Il diabete gestazionale è un tipo di diabete che può insorgere durante la gravidanza anche se la donna non ne ha mai sofferto prima. Scopriamo sintomi e cure

Il diabete gestazionale, come intuibile dalla definizione, è una disfunzione endocrina che si verifica solo ed esclusivamente nel periodo della gravidanza, e che quindi non ha nulla a che vedere con il diabete mellito di tipo 1 e 2.

Infatti ad essere colpito da questa disfunzione è circa il 5% delle future mamme, soprattutto se “attempate” (over 35), non diabetiche. Il diabete gestazionale va tenuto attentamente sotto controllo, per evitare che l’aumento dei livelli glicemici nel sangue materno influisca negativamente sullo sviluppo del feto.

Diabete-gestazionale

La disfunzione si verifica a livello pancreatico perché questa ghiandola dell’apparato digestivo, per ragioni di squilibrio endorcrino legati proprio alla gestazione, non riesce a secernere l’insulina necessaria per metabolizzare le molecole di glucosio, e pertanto queste si accumulano nel sangue.

Le conseguenze più insidiose riguardano l’accrescimento del bambino nell’utero, che tende ad aumentare di peso in modo abnorme, e che, una volta nato, è più a rischio di sviluppare, a sua volta, patologie metaboliche, resistenza insulinica e diabete. I bimbi di mamme che abbiano avuto il diabete gestazionale sono a che più predisposti al sovrappeso una volta cresciuti.

Quali sono i sintomi i questa disfunzione? Sono diversi i segnali d’allarme, e dal momento che sono simili ai disturbi tipici della gravidanza, le future mamme devono stare molto attente ad individuarli e parlarne con il ginecologo per gli esami necessari.


  • Perdita di peso ma appetito invariato
  • Nausea e vomito
  • Sete continua che non viene placata nonostante si beva molto
  • Produzione di grandi quantità di urina (superiori alla media anche considerando gli effetti della gravidanza sulla vescica e sulla minzione)
  • Infezioni genitali e cistiti ricorrenti
  • Alterazioni della vista

L’esame glicemico è per fortuna uno di quelli obbligatori per le donne in dolce attesa, perciò scoprire precocemente un diabete gestazionale è abbastanza facile. Tra la 24ma e la 28ma settimana di gestazione, infatti, la donna incinta deve effettuare un test della glicemia, ma in caso di paziente a rischio (per diabete o disfunzioni pancreatiche in famiglia o perché in sovrappeso) questa analisi si effettuerà prima. I valori della sola glicemia che indicano un possibile diabete gestazionale sono:

  • A digiuno: glicemia superiore a 126 mg/dl
  • Occasionale (ottenuta dalla media di due misurazioni occasionali diverse): glicemia superiore ai 200 mg/dl

Altri test ematici che servono per la diagnosi di diabete gestazionale sono la minicurva glicemica e la maxi-curva glicemica. Nel primo caso, se dopo due misurazioni (una a digiuno, e la seconda dopo l’assunzione di una bibita zuccherata), la glicemia è superiore ai 198 mg/dl, la futura mamma è senza dubbio affetta da diabete gestazionale. Il secondo test si effettua durante tutto l’arco della giornata con misurazioni dei livelli glicemici a digiuno e dopo pasti a base di carboidrati (che si trasformano in zuccheri).

Se a 3 ore dal pasto il livello glicemico è pari o superiore ai 130 mg/dl, allora siamo di nuovo di fronte ad un caso conclamato di diabete gestazionale. In questi casi la gestante viene tenuta sotto controllo, soprattutto viene monitorato l’accrescimento del feto, e le viene consigliata una dieta che serve ad abbassare i livelli di zuccheri nel sangue in modo naturale.

Si tratta di regimi ipocalorici non pericolosi per la salute di mamma e feto (da 1800 calorie al giorno), in cui i carboidrati vengano forniti da cibi a basso indice glicemico e alto contenuto di fibre come i cereali integrali e i legumi. Al bando, naturalmente, tutti i dolci.

E’ importante che la donna incinta con diabete gestazionale pratichi attività fisica in modo regolare, per stimolare il metabolismo e la produzione dell’insulina. Se, nonostante tutti gli accorgimenti, il feto dovesse comunque aumentare troppo di dimensioni, allora si procederà ad anticipare il parto di qualche settimana con l’induzione o un taglio cesareo.

Foto| via Pinterest

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