Triangolo di Killian: sintomi, cause e cure

Il triangolo di Killian è una malformazione della zona della testa situata tra faringe ed esofago, soggetta a diversi disturbi tra cui la formazione di diverticoli. Vediamo sintomi e cure

Il triangolo di Killian è una malformazione, o meglio, un’area di maggior debolezza strutturale, situata tra collo e testa. Precisamente, si tratta di una porzione a forma di triangolo (ovviamente), che si trova tra il punto di giunzione faringoesofagea, a sua volta posta tra le fibre del muscolo costrittore inferiore della faringe, e il muscolo crico-faringeo, dove troviamo lo sfintere esofageo superiore.

Questa area dell’apparato digestivo superiore, è soggetto, con l’età, a diverse patologie, perché i tessuti e la muscolatura tendono a rilassarsi, non permettendo più un corretto funzionamento dello sfintere esofageo superiore (che permette di spingere il boccone di cibo premasticato, o bolo alimentare, dalla faringe all'esofago stesso).

Triangolo-Killian
Uno dei disturbi più tipici associati a disfunzioni esofagee e indebolimento della struttura muscolare dell'esofago nella zona del triangolo di Killian è la diverticolosi, ovvero la formazione di diverticoli esofagei. Questi sono delle estroflessioni di mucosa e sottomucosa che si presentano come delle sacchette, o dita di guanto, e quindi provviste di un lume - cavità - interna, proprio come delle appendici.

Il diverticolo che più frequentemente colpisce in età matura (soprattutto individui di sesso maschile over 60), è il cosiddetto diverticolo di Zencker, in realtà uno psuedo-diverticolo, che in buona sostanza è una sorta di ernia. Si forma nella parte posteriore dell’esofago, nella zona mediana dello stesso, a ridosso della colonna vertebrale retrostante.

Proprio perché compresso dalle vertebre stesse, questo diverticolo, ingrossandosi, si pone lateralmente rispetto all’esofago, di solito sul lato sinistro perché è la parte del triangolo di Killian più estesa, provocando non pochi disturbi. Il diverticolo, infatti, aumentando di volume e dal momento che è costituito da una parte cava, finisce per raccogliere cibo e bevande prima che arrivino allo stomaco.

Questo, a sua volta produce un restringimento dell’esofago, con sintomi come la disfagia (difficoltà nella deglutizione per senso di ostruzione), e successivamente rigurgiti di cibo (specie posturali), tosse ricorrente con raucedine, faringiti, inappetenza, alitosi e senso di nausea.

Sebbene di per sé non grave, il diverticolo di Zencker può quindi creare grossi problemi, senza contare che è soggetto ad infiammazioni ed emorragie. Quando vi siano, quindi, delle disfunzioni esofagee e disturbi come quelli decritti, la prima cosa da fare è sottoposi ad una visita accurata dall’otorinolaringoiatra e successivamente da esami come la radiografia con contrasto (bario).

La terapia è sempre chirurgica quando il diverticolo sia particolarmente grande, con rimozione in laparoscopia o chirurgia tradizionale e, quindi, regressione dei sintomi. Se il diverticolo è ancora piccolo, invece, si può optare per cure farmacologiche.

Foto| via Pinterest

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