Gastroscopia transanasale: quando fare questo esame e per quali disturbi

La gastroscopia transnasale è un esame endoscopico mininvasivo che si effettua utilizzando un sondino naso-gastrico. Vediamo come si effettua e perché

La gastroscopia transanasale è una tecnica diagnostica minivasiva che può essere usata come alternativa (o, eventualmente, associata) a quella tradizionale per via orale.

A differenza di quest’ultima, però, la gastroscopia transanasale risulta molto meglio tollerata dal paziente, perché dal momento che non si deve introdurre il sondino a fibre ottiche attraverso la bocca, si evitano i rischi e il disagio legati ai conati di vomito e agli spasmi che costituiscono una normale reazione del tubo digerente all’introduzione del corpo estraneo.

Il tutto a fronte di una efficacia diagnostica identica, se non superiore a quella della gastroscopia tradizionale. Inoltre, per effettuare questo esame non è necessario sottoporsi a sedazione, ragion per cui si possono riprendere immediatamente le proprie normali attività. In cosa consiste questa tecnica di screening che venne “inventata” circa 20 anni fa?

Nel’introduzione, nella narice individuata come più idonea, di un endoscopio, ovvero un piccolo sondino munito di fibre ottiche (gastroscopio) che viene calato fino a raggiungere esofago, stomaco e duodeno per l'ispezione.

Il paziente deve presentarsi al test dopo aver rispettato un digiuno di 5 ore, ma durante la gastroscopia trans nasale può bere piccoli sorsi d’acqua, respirare autonomamente e persino dialogare con lo specialista senza percepire particolari fastidi, e naturalmente essendo ben vigile perché non sedato.

Il test, se solo diagnostico, dura circa 2-3 minuti, che possono prolungarsi qualora, oltre alla semplice ispezione del tubo dirigente, si dovesse operare una biopsia, ovvero il prelievo di poche cellule epiteliali dalla mucosa gastro-duodenale o esofagea.

Le immagini riprese dal gastroscopio, come accade sempre per gli esami endoscopici, vengono proiettate su un computer permettendo al medico di effettuare subito una pre diagnosi. Quali sono le patologie per cui è utile sottoporsi a questo indagine diagnostica minivasiva? Eccone alcune


  • Ulcera peptica (esofagea, gastrica o duodenale)

  • Gastrite

  • Duodenite

  • Celiachia

  • Diverticoli esofagei

  • Ernia iatale

  • Reflusso gastroesofageo

  • Esofagite

  • Tumori a esofago, stomaco e duodeno


Prima dell’introduzione del sondino, il paziente viene fatto stendere sul fianco sinistro (oppure può rimanere seduto), gli viene spruzzata una soluzione per decongestionare il naso, e si procede. Dopo la gastroscopia transanasale, come anticipato, si è liberi di tornare alle proprie attività, l’unico piccolo inconveniente può essere la perdita di un po’ di sangue dal naso (epistassi), un fenomeno destinato comunque ad arrestarsi da solo senza conseguenze. L’efficacia del test è comprovata, ma non tutte le strutture ospedaliere lo prevedono, quindi, occorre informarsi prima.

Via | Gastroscopiatransnasale

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