Prevenzione dell'ictus e come riconoscere i sintomi

Aprile sarà il mese dedicato alla prevenzione dell'ictus cerebrale, i cui danni si possono prevenire grazie alla diagnosi precoce dei sintomi. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Diagnosi precoce dei sintomi e soccorsi tempestivi sono l'arma di prevenzione migliore contro l'ictus cerebrale, un evento che può provocare non solo danni al cervello (compromettendo le funzioni fisiologiche che ciascuna area sovrintende e creando disabilità più o meno severe) ma soprattutto può essere letale.

Oggi abbiamo molti mezzi per scongiurare gli esiti più drammatici di un ictus, a cominiare dal riconoscimento precoce dei sintomi che deve indurre, senza por tempo in mezzo, a chiamare il 118. Aprile è un mese importante per la lotta contro questo "colpo" (ictus, in latino, significa questo), provocato dal mancato afflusso di ossigeno ad un'area più o meno vasta del cervello.
Ictus-prevenzione

La maggior parte degli ictus è conseguenza di un'ischemia, sua volta il blocco di una delle arterie che conducono il sangue al cervello, e che si annuncia con segnali abbastanza tipici, che non è difficle riconoscere. Ad esempio l'improvviso indebolimento di un lato del corpo, una semi paresi faciale, stordimento, vertigini, consfusione mentale e incapacità a comprendere le parole, mal di testa forte.

Chiamare i soccorsi è quindi la prima cosa da fare. Una volta al pronto soccorso, il paziente doverbbe essere subito trattato con un trombolitico che liberi l'arteria osruita e permetta di nuovo al sangue ossigenato di raggiungere il cervello. Questo trattamento d'urgenza, per evitare danni al paziente, dovrebbe essere praticato entro 4 ore dall'insorgenza dei sintomi.

Intervenire tempestivamente permette di ridurre notevolmente il rischio di danni cerebrali permanenti Per questo motivo, il 118 di tutte le Regioni dovrebbe attivare, come avviene ad esempio in Liguria e in Lombardia, uno specifico protocollo di emergenza, il cosiddetto “Codice Ictus”, una sorta di “corsia preferenziale” per il paziente colpito da ictus che consente di guadagnare minuti estremamente preziosi

Spiega il Professor Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza dell’Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino di Pavia. Peccato che, come deunica A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), di Stroke Unit nel nostro Paese non ne esistano a sufficienza, considerando che ogni anno si verificano in Italia ben 200mila nuovi casi di ictus:

Le Stroke Unit, purtroppo, non sono ancora diffuse in maniera capillare, come dovrebbero. Il Ministero della Salute stima che in Italia dovrebbero esserne presenti oltre 300 (numero ottimale 350), mentre ne risultano operative meno di 160, concentrate principalmente nel Nord Italia: nel Meridione si muore più di Ictus Cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le Unità di Emergenza Ictus sono quasi assenti. Purtroppo la mancanza di una buona copertura nazionale così come di una rete assistenziale integrata fa sì che l’ictus abbia conseguenze molto gravi non solo per il paziente ma anche per i suoi familiari e caregiver

Precisa il Professor Carlo Gandolfo, Professore Ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Genova. A.L.I.Ce. Italia Onlus ha quindi voluto dedicare il mese di apirle alla prevenzione dell'ictus attraverso campagne di sensibilizzazione, come spiega il Presidente dell'associazione, Paolo Binelli:
Fondamentale l’impegno dell’Associazione A.L.I.Ce. Italia Onlus nel far sapere che l’Ictus non solo si può curare, ma si può prevenire in oltre l’80% dei casi seguendo adeguati stili di vita: come un’alimentazione sana, che preveda la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo
Un appello da fare nostro.

Foto| via Pinterest

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