Morte per congestione: le cause e come si previene

La congestione è un evento provocato da un'esposizione al freddo in piena fase digestiva, che nei casi più gravi può portare alla morte. Vediamo come prevenire questo epilogo drammatico

Morte-congestione.jpgPerché una "banale" congestione può portare alla morte se non si interviene in tempo? Vediamo di capire quale meccanismo fisiologico può portare a questo "blocco" potenzialmente letale. Una congestione si verifica quando ci si esponga a temperature troppo basse durante la digestione. Anche sforzi eccessivi, sempre prodotti in fase digestiva, possono provocare una congestione, ma è soprattutto il freddo, o meglio, lo sbalzo termico, il vero pericolo.


Dobbiamo infatti considerare che quando il processo digestivo ha inizio, circa mezzora dopo aver terminato un pasto, il cuore pompa molto sangue verso gli organi dell'apparato gastrico, soprattutto verso lo stomaco. Un pasto molto abbondante o ricco di cibi grassi ed elaborati, necessiterà di ancora maggiori quantità di sangue rispetto ad uno spuntino leggero.

In questa fase siamo vulnerabili, così accade che se improvvisamente ci esponiamo al freddo, ad esempio se, al mare, ci buttiamo in acqua quando siamo surriscaldati e stiamo digerendo, oppure se da un locale riscaldato dove abbiamo mangiato abbondantemente usciamo in un ambiente la cui temperature sia di decine di gradi inferiore (o viceversa), o, infine, se beviamo una bibita ghiacciata, andiamo incontro ad uno squilibrio nella distribuzione del sangue.


In pratica, il cuore si trova nella necessità di "dirottare" molto sangue dallo stomaco alle parti periferiche del corpo e al cervello per evitare che si trovino in deficit di nutrimento in un momento in cui necessitano di molto ossigeno, e così, letteralmente, va in tilt.


La digestione si blocca e il corpo subisce una sorta di shock che, nei casi più drammatici, può portare alla morte. Ci sono dei sintomi, però, che si possono far intuire una congestione in corso e in tal modo prevenire conseguenze drammatiche. Ecco i segnali d'allarme:



  • Annebbiamento della vista

  • Capogiri, vertigini

  • Debolezza improvvisa, gambe che cedono

  • Crampi allo stomaco

  • Nausea e vomito

  • Pallore improvviso e sudorazione fredda

  • Senso di svenimento, collasso cardiaco



Se ci sentiamo in questo modo, oppure se qualcuno vicino a noi manifesta questi sintomi, si deve intervenire subito, anche con i soccorsi, in caso di perdita di coscienza per congestione fulminante, perché in questi casi la tempestività può salvare la vita. Se il malessere non è ancora così serio, per prima cosa bisogna riscaldarsi, in particolare riscaldare lo stomaco, con una coperta sulla parte e un lieve massaggio circolare per ripristinare la circolazione.


E' buona norma anche scaldare i piedi e le mani, per agevolare il compito del cuore. Successivamente, una buona tisana calda può aiutare a ripristinare il processo digestivo. In ogni caso, è meglio evitare di esporsi al freddo per almeno 2-3 ore dopo un pasto, perché la prudenza è in questi casi la cura migliore.


 


Foto| via Pinterest

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