Treviso, ragazzo autistico si laurea portando una tesi su se stesso

Piercarlo Morello, un ragazzo di 33 anni ed autistico, si laurea portando una tesi su se stesso.

 



 


Piercarlo Morello, un ragazzo autistico di 33 anni originario di Volgapo del Montello  in provincia di Treviso, si è da poco laureato alla facoltà di Scienze umane e pedagogiche all'università di Padova, con una tesi che sarebbe stata da lui stesso realizzata, una tesi che narra la sua esperienza, la sua vita, una tesi dal titolo "Inclusione e benessere sociale. Una storia d'autismo per capire". Questa è senza dubbio una storia che non può lasciare indifferenti, la storia di un ragazzo che - come molti altri - ha vissuto davvero degli anni in una gabbia, ma che è riuscito ad aprirne la porta, ed a raggiungere dei traguardi che, nella sua condizione, erano fino ad ora considerati impensabili. 

Piercarlo, da tutti chiamato Pier, sarebbe infatti il primo autistico non verbale ad aver raggiunto questo traguardo nel nostro Paese, e proprio attraverso la sua tesi il ragazzo ha parlato della sua reale esperienza, con parole che senza dubbio fanno riflettere. "La disuguaglianza è la vera disabilità, so che cammino solo. Ho contro un male che rende la vita muta, solitaria, vacua e bisognosa di altri, ma nella mia cesta di parole taciute trovo anche soli e lune, oceani calmi e colori di luce." 


 


Ad esprimere la sua gioia è naturalmente anche il padre di Pier, che ricorda che - nonostante alcuni non siano concordi, vista la grande capacità di comunicare da lui dimostrata - il ragazzo sarebbe davvero affetto da autismo severo. "Abbiamo vinto una battaglia - spiega infatti Luciano - ma la guerra continua. Ma lo sa che quando Pier si è iscritto all'università l'Usl voleva togliergli i 400 euro al mese dell'"accompagnamento"? Dicevano: se va all'università non è autistico. Invece anche l'ultima diagnosi, svolta in una struttura pubblica due anni fa, conferma purtroppo che il nostro Pier è affetto da autismo severo".


 


Di ben altro avviso sarebbe però la dottoressa Liana Baroni Fortini, presidente dell'Angsa, Associazione nazionale genitori soggetti autistici, la quale avrebbe fatto sapere che, se la tesi di Laurea è stata scritta dal ragazzo, e non dal suo facilitatore, Pier non potrebbe essere definito "autistico, perché dimostra di avere una comunicazione sociale molto buona".


 


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"Fino ai tredici, quattordici anni - racconta però orgoglioso il padre del ragazzo - Pier era giudicato dai medici un ritardato mentale". L'incontro con la dottoressa Vittoria Realdon Cristoferi avrebbe però cambiato le cose. Proponendo al ragazzo una tecnica di scrittura facilitata con l'assistenza di un operatore, Pier è stato infatti in grado di frequentare l'istituto Agrario, e poi anche l'università.  


 


A confermare l'importanza di un simile risultato sarebbe stata la stessa dottoressa Vittoria Realdon Cristoferi, che ormai da anni segue il giovane Pier, e che vuole sottolineare come nessuno, in questa vicenda, abbia intenzione di gridare al miracolo. Se è vero infatti che uno su mille ce la fa, è altrettanto vero che il numero di quelli che non ce la fanno è purtroppo molto molto alto. "Conosco Pier e gli "parlo" da quando era un bimbo. Mi ha sempre detto di voler vivere come gli altri. Ha raggiunto i risultati che si era prefisso. Pier è la dimostrazione che l'autismo non è incapacità. La laurea? Credo che per lui la conquista più importante sia stata quella di vivere con gli altri, andare con gli amici a prendere il sole a Prato della Valle... Sa di non poter fare da solo. Ma ha visto che la porta della gabbia può essere aperta".


 


Insomma, se è vero che da una parte non bisogna alimentare grandi speranze, non possiamo al tempo stesso negare che il risultato raggiunto da Pier è comunque molto importante, e per questo noi vogliamo complimentarci con lui. 


 


via | Repubblica


 


Foto | da Twitter di Stefano Vietina

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