Daniela Fregosi, malata di cancro che lotta per i diritti dei lavoratori autonomi

Daniela Fregosi è una donna coraggiosa, dopo la diagnosi di cancro al seno ha deciso di intraprendere una battaglia per far valere i diritti dei lavoratori autonomi come lei

Daniela-Fregosi.jpgDaniela Fregosi è una lavoratrice autonoma, e come tale, quando si scopre malata di cancro, sa che non avrà diritto, come i lavoratori dipendenti, a nessuno, o quasi, indennizzo di malattia. L'assegno Inps per malattia prevede, per questa categoria meno "ammortizzata" di lavoratori, ovvero coloro che sono iscritti alla Gestione separata, una indennità calcolata sui contributi degli ultimi anni, che spesso e volentieri sono irrisori.


Daniela, ad esempio, che svolge una libera professione nell'ambito della formazione aziendale, ha scoperto, dopo la diagnosi di tumore al seno, di avere diritto a ben... 13€ al giorno di indennizzo. Il tutto considerando che i giorni di malattia a cui un lavoratore autonomo ha diritto per l'intero arco dell'anno solare sono 61.

Quando si debba contare solo sulle proprie forze, si diventa coraggiosi come leoni, soprattutto se in gioco ci sono valori importanti come la vita, e come la dignità nella malattia. Ecco perché Daniela ha deciso di usare la propria vicenda per combattere, a suo modo, una giusta battaglia a favore di tutti quei lavoratori autonomi troppo spesso "dimenticati" nei loro diritti fondamentali per non avere sindacati alle spalle, per non avere voce in capitolo quando si parla di contratti e di condizioni di lavoro, per non poter accedere ad ammortizzatori sociali quando il lavoro si riduce. 


La grande famiglia della "partite IVA", dei piccoli imprenditori e soprattutto dei liberi professionisti non sembra avere mai "santi in paradiso", quando si tratta di ricevere contributi economici dallo Stato o dalle aziende con cui collaborano. Ma la salute è un bene troppo prezioso perché si possa aspettare che le normative cambino. Se un malato di cancro non riesce più a lavorare, perché magari si deve sottoporre a terapie oncologiche stressanti, potrebbe richiedere l'assegno di invalidità, che comunque verrebbe calcolato in  base alle retribuzioni degli anni precedenti.


Un'esiguità, in molti casi, del tutto insufficiente  a garantire un minimo di copertura economica. E così, Daniela, sicura di rappresentare una moltitudine fin troppo silenziosa, ha deciso di portare avanti la sua battaglia di "disobbedienza fiscale". Come? Rifiutando di pagare l'acconto Inps arrivatole lo scorso mese di dicembre e pari a 3mila€ di importo. Una cifra che Daniela ritiene vergognosa, perché si tratta di un contributo richiesto ad un malato di cancro che non è in grado di svolgere la sua professione per causa della malattia. Ad una eventuale lettera di sollecito, Daniela sa bene come risponderà.


 


 


Foto| via Facebook

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