I sintomi della valvola aortica bicuspide e quando adottare la terapia chirurgica

La valvola aortica bicuspide è una anomalia cardiaca congenita di lieve entità. In alcuni casi, però, può richiedere la terapia chirurgica. Vediamo quali

Valvola-aortica-bicuspide.jpgLa valvola aortica bicuspide, o bicuspidia aortica, è una lieve anomalia cardiaca congenita che interessa circa l'1-2% della popolazione mondiale. In effetti stiamo parlando di uno dei difetti del cuore più comuni, spesso e volentiari neppure conosciuto da chi ne soffre.


Se, infatti, la bicuspidia aortica non è associata ad altre cardiopatie, è del tutto, o quasi, asintomatica, e non compromette in alcun modo la  qualità di vita di chi ne soffre. I bambini con questo piccolo difetto, ad esempio, possono svolgere attività sportiva e fare tutto ciò che fanno i loro compagni "sani". 

Tuttavia, non sempre le cose vanno così "lisce". Talvolta questo problema del cuore con l'età può aggaravarsi, evolvendo verso problematiche più serie tra cui la stenosi aortica (restringimento dell'arteria aortica) e insufficienza aortica (con riduzione del flusso ematico dal cuore verso il sistema circolatorio). Queste complicanze necessitano spesso di una tarapia chirurgica per poter essere risolte.


Da sola, la bicuspidia aortica è un difetto - congenito, quindi che si presenta nel neonato alla nascita, ed ereditario - che comporta l'atrofia di uno dei tre lembi (cuspidi)  valvolari, sicché ne rimangono in funzione solo due. La valvola aortica ha il compito di regolare il passaggio del flusso ematico in uscita dal cuore verso gli altri vasi del sistema circolatorio.


Se i due lembi "restanti" della valvola funzionano correttamente, il problema non sussiste, nel senso che non si avvertono particolari disturbi della circolazione cardiaca. Tuttavia, come anticipato, talvolta una valvola aortica bicuspide - soprattutto se non riconosciuta e monitorata - può evolvere in stenosi aortica o insufficienza aortica e in questo caso sì che si verificano dei problemi a livello circolatorio. La diagnosi arriva attraverso un semplice eco-cardiogramma, spesso necessario dopo la comparsa di sintomi come:



La soluzione in questi casi è di tipo farmacologico per i casi più lievi, e chirurgico per quelli più seri. In questo secondo caso si procede ad inserire una protesi valvolare, che a sua volta potrà essere in materiale sintetico (ad esempio in acciaio e cabonio), o biologica, asportata da animali. In ogni caso, l'intervento si può eseguire in due modi: a torace aperto, oppure con l'ausilio di un caterere (che viene fatto passare attraverso l'arteria femorale).


Dopo l'operazione, se la protesi inserita è di tipo meccanico, il paziente dovrà seguire una terapia farmacologica con anticoagulanti per la vita, se invece la protesi è biologica, deve essere sostituita dopo circa 15 anni. Nelle persone giovani, pertanto, si preferisce inserire una protesi meccanica che duri molto più a lungo.


 


 


Foto| via Pinterest

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