Apnee notturne e obesità: quali rischi si corrono

Un disturbo come le apnee notturne, se associato ad obesità può mettere a rischio la vita di una persona?

Obesita-apnee-notturne.jpgLa sindrome delle apnee notturne (OSAS) è un disturbo respiratorio che insorge solo durante il riposo prolungato della notte, e che nel 60% dei casi è provocato dall'obesità.


Come si manifesta questa sindrome? Durante il sonno notturno, soprattutto in posizione supina, mentre respiriamo la muscolatura della gola si rilassa e così il diaframma, abbassandosi per convogliare l'aria dalla trachea ai polmoni, tende ad "aspirare" anche la faringe.

Di norma questo meccanismo del tutto fisiologico non crea nessun blocco della respirazione, ma in chi soffre di OSAS invece questa sorta di "suzione" della faringe è molto più accentuata e pertanto finisce per ostacolare la respirazione creando un vero e proprio blocco totale di una decina di secondi. In questa fase l'ossigeno non arriva più al cervello che, messo in preallarme, manda dei messaggi di "sveglia" che portano la persona a uscire dalla fase di sonno profondo - pur senza svegliarsi del tutto - e riprendere il controllo attivo della respirazione.


L'obesità è un fattore predisponente all'OSAS, perché l'accumulo di grasso nella zona della gola restringe lo spazio libero e facilita il "risucchio" della laringe. Contrariamente a quanto si possa pensare, i rischi per la salute collegati alla sindrome delle apnee ostruttive non dipendono dal fatto che per qualche secondo si smette di respirare durante il sonno, perché in realtà non esiste il pericolo di rimanere soffocati. 


Piuttosto, quello che si verifica è un deterioramento progressivo della qualità del sonno, perché a causa dei continui micro-risvegli la persona affetta da OSAS dorme male, e soprattutto non riesce a completare le fasi REM e non REM del sonno, che sono quelle veramente ristoratrici. La conseguenza è una pericolosa sonnolenza diurna che può influire sull'attenzione e sulla vigilanza, e provocare colpi di sonno anche quando si guida. I rischi sono facilmente immaginabili.


Altre conseguenze di un sonno così disturbato e della insufficiente ossigenazione nottirna sono possibili deficit mnemonici e scompensi cardiaci. Alla lunga la sindrome delle apnee notturne può abbassare notevolmente la qualità della vita, sia privata che professionale, per questo è bene intervenire in tempo. Di solito chi soffre di OSAS non si accorge del suo problema, e l'unico sintomo può essere il russamento.


In ogni caso, la diagnosi si può effettuare solo dopo che il paziente si sia sottoposto ad un esame specifico che si chiama polisonnografia. Si esegue durante il sonno, naturalmente, grazie ad uno strumento chiamato polisonnigrafo, attaccato al paziente, che ne registra sia l'attività respiratoria che cardiaca e cerebrale. Come si cura la OSAS? Intanto, in caso di obesità, è necessario che il paziente perda peso, nel frattempo, per riportare la respirazione notturna alla normalità, si può usare uno speciale ventilatore - C-PAP - dotato di una mascherina che si applica su naso e bocca (o solo naso) prima di dormire. 


 


 


Foto| Getty Images

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