I sintomi dell'HIV e quali cure sono disponibili contro l'Aids

Il 1° dicembre di celebra la Giornata mondiale contro l'AIDS. Facciamo il punto sulla malattia ricordando le cause, i sintomi e le cure

Aids-sintomi.jpgL'AIDS è la malattia provocata dal virus HIV che ancora semina dolore e morte in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi dell'Africa Sub-sahariana dove l'infezione è più diffusa, e dove accedere alle cure è molto più difficile.


In occasione della Giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, facciamo un breve riepilogo informativo sulla malattia: come si trasmette, quali sono i sintomi, quali sono le terapie attualmente disponibili, e come si previene. 

AIDS è un acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, cosa signfica? Che il virus dell'HIV, una volta entrato nel corpo umano, dopo un periodo di incubazione e latenza distrugge il sistema immunitario dell'organismo esponendolo a infezioni di varia natura, tumori inclusi, che portano alla morte in breve tempo. In buona sostanza il malato di AIDS è del tutto privo di difese contro qualunque agente patogeno, e può ammalarsi e morire di polmonite come di infezioni batteriche multiple. Il contagio del virus avviene attraverso il contatto con alcuni fluidi corporei della persona già infetta, e questi sono:



  • Liquido seminale

  • Fluidi vaginali

  • Sangue

  • Latte materno


Non la saliva, e neppure il sudore. Come si intuisce facilmente, si può contrarre dunque l'HIV attraverso contatti sessuali sia omo che etero non protetti, attraverso lo scambio di siringhe infette o trasfusioni con sangue infetto, attraverso l'allattamento materno o nel momento del parto per i neonati. I sintomi del contagio sono del tutto inesistenti per un lungo periodo. Nello specifico, per quanto riguarda l'AIDS, si parla di una manifestazione conclamata della malattia anche a distanza di 20 anni dal contagio


Il virus HIV si può manifestare una prima volta in forma acuta circa un mese dopo il contagio con una sindrome influenzale che dura 28 giorni, i cui sintomi sono:



  • Ingrossamento dei linfonodi

  • Febbre

  • Mal di gola

  • Eruzioni cutanee

  • Dolori muscolari e articolari

  • Malessere generale

  • Afte e stomatiti del cavo orale


Una volta che questa prima fase sia passata, il virus rimane in stadio di latenza per un periodo assolutamente variabile. Si va dalle 2 settimane ai 20 anni, prima che la malattia si manifesti con i suoi sintomi perniciosi che portano alla morte, tra cui dimagrimento, stanchezza, febbre, diarrea, infezioni. In questa fase esiste un modo per ritardare l'AIDS, ed è seguire, a vita, una terapia con farmaci retrovirali che di fatto "addormentano" il virus. 


E' la cura che una persona sieropositiva può seguire per condurre una vita del tutto normale per tantissimi anni. E' molto importante, però, giungere alla diagnosi di sieropositivà precocemente, perché quanto prima (dal contagio) si comincia la terapia retrovirale, tanto maggiori saranno le chances di allontanare lo spettro della malattia. La cura vera, potrebbe arrivare dal vaccino, ma nel frattempo la prevenzione resta senza dubbio il sistema privilegiato per impedire al virus HIV di contagiarci. Usare il preservativo durante i rapporti sessuali, rimane, soprattutto per le donne che sono le più esposte al rischio, il sistema pià efficace e sicuro di prevenzione.


 


 


Foto| Getty Images

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