Linfonodo reattivo al seno: cosa vuol dire e quali test fare

Un linfonodo ingrossato e reattivo in prossimità del seno deve farci preoccupare? Vediamo quali possono essere le cause e quali esami fare

Linfonodo-reattivo-seno.jpgUn linfonodo ingrossato e reattivo nella zone del seno, ovvero nell'incavo dell'ascella, deve farci preoccupare? Naturalmente il primo pensiero corre ad un possibile tumore maligno alla mammella, oppure ad un linfoma, ma in realtà questo pericolo non esiste.


Quando si definisce un linfonodo"reattivo" signfica che le cellule immunitarie in essi presenti, i linfociti, stanno reagendo contro un qualche agente patogeno che stia attaccando l'organismo e provocando un'infezione, anche latente. La comune influenza, ma anche malattie come la mononucleosi o la sifilide possono provocare l'ingrossamento dei linfonodi.

In condizioni normali, infatti, le linfoghiandole, o linfonodi, sono solo dei piccoli globuli della dimensione di un pisello, ricoperti di tessuto connettivo, in cui si raccoglie la linfa che scorre nei vasi linfatici dell'organismo. Queste ghiandole sono dislocate in tutto il corpo, e in alcune zone sono particolarmente vicine alla superficie e pertanto, quando si ingrossano, si possono percepire al tatto.


E' ciò che accade ai linfonodi del seno, che possiamo sentire sotto le ascelle quando diventano gonfi e reattivi, perché spesso sono anche dolenti. In questi casi non dobbiamo spaventarci, soprattutto se oltre ai linfonodi ingrossati abbiamo altri sintomi come febbre o malessere generale. Sicuramente abbiamo contratto un'infezione, magari virale, da curare.


Talvolta, però, la linfoghiandola del seno si ingrossa per la formazione di un tumore benigno, di un nodulo o di una cisti. In queso caso il linfonodo, oltre a gonfiarsi, è mobile e dolente, e la zona la percepiamo più calda del normale. Senza essere prese da paure irrazionali, rechiamoci dal nostro ginecologo per un'accurata visita senologica e, se necessario, sottoponiamoci agli esami di screening come la mammografia o l'ecografia. 


Queste neoformazioni benigne difficilmente dovranno essere rimosse chirurgicamente, talvolta si lasciano dove sono e l'unica precauzione sarà quella di tenerle sotto controllo. Se, però, esiste il sospetto di un tumore maligno, si procederà ad un ago aspirato o ad una biopsia. In caso di cancro al seno, però, in genere il linfonodo (chiamato, "sentinella"), si ingrossa notevolmente ma rimane "fisso" e soprattutto non reattivo. Quindi, non preoccupiamoci troppo!


 


Foto| Getty Images

  • shares
  • Mail