Autopalpazione al seno: come farla per prevenire il tumore alla mammella

Le prevenzione è l'arma migliore contro il cancro. Un esempio? L'autopalpazione al seno per individuare un tumore in fase precoce

Autopalpazione-al-seno.jpgEffettuare regolarmente l'autopalpazione al seno è lo strumento che ogni donna ha a portata di mano (letteralmente) per prevenire quel grande big killer che è il cancro della mammella.


Questo tipo di tumore è, purtroppo, in aumento anche tra la popolazione femminile under 50. Tuttavia, le possibilità di guarigione completa sono cresciute sensibilmente grazie alla diagnosi precoce

Effettuare test di screening come la mammografia (consigliata dopo i 40 anni), l'ecografia al seno e sottoporsi a regolari visite senologiche dal proprio ginecologo dai 20 anni in poi , sono le armi più potenti a disposizione delle donne per proteggersi dal tumore al seno. Ma senza dubbio l'esame più efficace ed economico rimane l'autopalpazione della mammella, che ogni donna, fin dalla prima giovinezza, dovrebbe effettuare ogni mese sì da riuscire ad individuare anche la più piccola anomalia in fase precoce.


Questo semplice test, però, va saputo fare, perché essendo uno strumento basato sull'autovalutazione, è bene che ogni donna sappia esattamente cosa osservare e soprattutto come farlo. Non bisogna avere fretta, nè timori quando si decide di effettuare un'autopalpazione, operazione da eseguire in tutta calma e senza distrazioni di sorta, ma è soprattutto cruciale la costanza. Un autoesame una volta all'anno serve a poco, è l'osservazione a cadenza regolare che ci consente davvero di intervenire in tempo contro questo insidioso nemico della salute femminile.


Le donne fertili cominceranno a calendarizzare l'autopalpazione subito dopo la fine delle mestruazioni, mentre chi sia in post menopausa sceglierà un periodo del mese  a discrezione, per procedere di 30 giorni in 30 giorni. Come si effettua l'autopalpazione? Innanzi tutto, la donna si porrà davanti allo specchio a seno nudo e lo osserverà in modo obiettivo e critico (ma non dal punto di vista estetico). Valuterà l'aspetto, le eventuali asimmetrie, il colore dei capezzoli.


Quindi solleverà le braccia e osserverà le modifiche del seno al cambio di posizione, senza tralasciare la zona delle ascelle (con eventuale rigonfiamento dei linfonodi). Ci si porrà quindi di fianco, osservando il profilo del seno sia a riposo che con contrazione del muscolo pettorale. A questo punto può cominciare l'autopalpazione vera e propria, usando sempre la mano opposta alla mammella da esaminare.


Si parte dal centro, quindi dal capezzolo, e delicatamete si effetterà una mappatura completa della mammella in senso orario, senza tralasciare alcun punto. Ogni porzione subirà una sorta di scansione, onde individuare ogni più piccolo rigonfiamento, nodulo, tumefazione. Ricordiamoci che qualora percepissimo qualche "pallina" di troppo, in genere si tratta di formazioni del tutto benigne.


In ogni modo, mai sottovalutare, soprattutto quando si scopra un'anomalia, anche piccola, che prima non c'era. Cercheremo, in questo caso, di valutare se si tratti di un nodulo mobile o fisso, dolente al tatto o meno, in che zona del seno si trovi, se  sia collegato a modifiche del capezzolo (ad esempio secrezioni sierose o cambamento del colore dell'areola). Annotiamo ogni piccola modfica e prenotiamo una visita senologica, perché potrebbe - davvero - salvarci la vita.


 


 


Foto| via Pinterest

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