Biochetasi in gravidanza si può assumere contro le nausee?

Il biochetasi è un farmaco utile in caso di acidità di stomaco e acetone nei bambini. Combatte anche gli stati di nausea, ma in gravidanza si può assumere?

Biochetasi-gravidanza.jpgIl Biochetasi è un farmaco che troviamo comunemente sotto forma di granulato effervescente o in compresse (sempre effervescenti), che è anche indicato in caso di nausea gravidica.


In generale questo farmaco, che tra i principi attivi contiene sodio e potassio citrati, si prescrive in tutti i casi in cui si manifestano difficoltà digestive da iperacidità gastrica.

Ad esempio, viene somministrato anche ai bambini (seppur in dosi dimezzate) quando soffrono di stati chetonemici, ovvero di acetone (comune in età infantile e dovuto ad una cattiva digestione degli zuccheri), e a chi soffre spesso di acidità di stomaco e pirosi gastrica per trovare sollievo.


Dal momento che aiuta la digestione sbloccando lo stomaco, il Biochestasi si può assumere anche in caso di indigestione (o blocco digestivo) causati da pasti troppo abbondanti ed elaborati. Naturalmente, trattandosi pur sempre di un medicinale, va assunto con moderazione e solo quando ve ne sia necessità.


In gravidanza molte donne soffrono di nausee, soprattutto durante i primi mesi, provocate da uno scombussolamento ormonale (in particolare a causa dell'aumento del progesterone nel sangue), che tra gli effetti collaterali ha anche quello di stimolare la tipica nausea a digiuno, particolarmente violenta al mattino.


Per combattere questo fastidioso disturbo le future mamme possono provare rimedi naturali tra cui l'infuso di zenzero (molto efficace), ma all'occorrenza possono trovare sollievo anche grazie ad una bustina di Biochetasi.


Il consiglio, però, anche se non ci sono controindicazioni e non sono noti effetti nocivi sul feto, è quello di evitare il fai da te e assumere il farmaco dietro prescrizione medica e solo ed esclusivamente quando sia proprio indispensabile. Questo perché in gravidanza è sempre meglio limitare al massimo l'assunzione di sostanze chimiche di sintesi come quelle presenti nei comuni farmaci, anche quelli che ci smbrano più blandi e innocui.


 


 


Foto| via Pinterest

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