Tumori: rischi maggiori per chi ha familiarità anche su organi diversi

Quando parliamo di tumori, il rischio per i parenti è anche quello di sviluppare un cancro anche in altre sedi

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La "familiarità", quando si parla di tumori, ha sempre un ruolo molto importante, e ciò non vale solamente per il rischio che corrono i parenti di avere lo stesso tipo di malattia, ma anche per quello di avere forme di tumore che colpiscono organi diversi. A renderlo noto sarebbero stati i ricercatori dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano, che hanno condotto - in collaborazione con ricercatori francesi e svizzeri - un maxistudio durato ben 20 anni, uno studio che conferma innanzitutto l'aumento dei rischi che un parente di primo grado di una persona affetta da tumore possa sviluppare la stessa malattia, fa un altro passo in avanti. 

Nello specifico, come dicevo, i ricercatori avrebbero inoltre dimostrato che, tenendo in considerazione fattori genetici e fattori ambientali (cattive abitudini familiari comprese), in caso di neoplasie, la familiarità aumenterebbe anche il rischio di avere un tumore in degli organi o in dei tessuti diversi rispetto a quelli che hanno colpito il familiare.


 


In particolare, sarebbe emerso che chi ha un parente con un tumore al colon retto, vedrebbe aumentare notevolmente il rischio di tumore alla mammella. Inoltre, il rischio di tumore del cavo orale e della faringe aumenterebbe di tre volte in coloro che hanno un parente di primo grado che ha avuto un tumore alla laringe. Chi ha un parente che ha avuto un tumore del cavo orale e della faringe rischierebbe 4 volte di più di avere un tumore all'esofago, mentre le donne che hanno un parente a cui è stato diagnosticato un tumore alla mammella rischiano maggiormente di avere un tumore all'ovaio.


 


Le analisi, pubblicate sulla "Annals of Oncology" e condotte su un campione di 23.000 persone che presentavano vari tipi di tumore, hanno inoltre fatto emergere l'estrema importanza della prevenzione per quanto riguarda il rischio di tumori, oltre all'importanza di cambiare le cattive abitudini, soprattutto in determinati frangenti.


 


"Alcune delle associazioni che sono emerse - spiega infatti Carlo La Vecchia, capo del Dipartimento di Epidemiologia dell'istituto Mario Negri - sono probabilmente dovute alla condivisione, all'interno della famiglia, di abitudini dannose, in particolare il fumo di sigaretta e l'alcool. Tuttavia, i nostri risultati indicano l'esistenza di diverse sindromi genetiche associate al rischio di questi tumori. Chi è a rischio genetico e anche ambientale ha un'incidenza estremamente alta. E' quindi prioritario che chi ha storia familiare non fumi o smetta di fumare". 


 


via | Repubblica 


Foto | da Pinterest di Daily Glow




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