L'endoscopia virtuale, cos'è e quando si fa questo esame

L'endoscopia virtuale è un esame diagnostico interno che permette una visione tridimensionale della parte da esaminare. Vediamo come e quando si esegue questo esame

Endoscopia-virtuale.jpgL'endoscopia virtuale è una tecnica di indagine diagnostica che consente di visionare un organo interno come lo stomaco, o l'intestino, senza, però introdurre la classica sonda con telecamerina (endoscopio) delle gastroscopie o colonscopie tradizionali.


In pratica si tratta di una TAC tridimensionale che "scansiona" centimetro per centimetro l'organo o la parte del corpo che stiamo esaminando. L'endoscopia virtuale dura sempre meno rispetto all'omologa tradizionale (circa 15 minuti) e soprattutto crea un disagio infinitamente minore nel paziente.

Quali esami si possono eseguire con questa tecnica futuristica?



  • Gastroscopia

  • Endoscopia nasale

  • Colonscopia


Per tutti questi esami invasivi si rende necessario poter visionare la condizione di mucose e tessuti dall'interno, per rilevare l'eventuale presenza di masse tumorali, di polipi, di infiammazioni, di ulcere, di malformazioni eccetera. La tecnica tradizionale si basa sull'uso dell'endoscopio, un tubicino e fibre ottiche dotato di telecamerina, che si fa passare attraverso l'orifizio di riferimento (narici per il naso, ano per la colonscopia e bocca per la gastroscopia) e da lì fatto arrivare all'organo da analizzare di cui invia immagini trasmesse sullo schermo di un computer.


Si tratta di esami che prevedono una certa preparazione, soprattutto la colonscopia, che non si può effettuare se l'intestino non è stato del tutto ripulito dalla feci, e soprattutto che procurano disagio, dolore, imbarazzo per chi lo debba subire. Senza contare la quasi impossibilità di eseguirli su pazienti molto piccoli. Ecco che, da qualche anno a questa parte, in molte strutture ospedaliere si sta passando alla versione 3D. Come si effettuano quesi esami?


Per quanto rigurda la colonscopia virtuale, la più collaudata, dopo una preparazione adeguata, comunque molto meno pesante rispetto a quella per la colonscopia tradizionale, il paziente viene fatto sdraiare nel lettino della TAC, lateralmente, e attraverso l'ano si introduce per qualche cm una piccola sonda a palloncino. Successivamente si insuffla aria nell'intestino per distenderne le pareti finché il paziente non avverte tensione. Se questa procedura crea disagio viene somministrato un blando antispastico, ad esempio il Buscopan.


A questo punto può cominciare il "giro" virtuale del colon e di parte dell'intestino, che viene scansionato in modo completo. Il tutto per circa 15 minuti, senza dolore e senza anestesia. Naturalmente durante la colonscopia virtuale non si possono eseguire interventi come biopsie o rimozione di polipi come avviene in quella tradizionale. La gastroscopia virtuale, invece, è molto meno diffusa (attualmente), e si effettua attraverso l'ingestione di una piccola sfera-telecamera. Si sta attualmente studiando, inoltre, come usare la visione 3D anche per la broncoscopia. Una cosa è sicura: il virtuale anche negli esami di screeneng, è destinato a diventare la nuova frontiera minivasiva della diagnostica.


 


 


 


Foto| Getty Images

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