Colonscopia, quando farla e quando ripeterla

La colonscopia è un esame endoscopico per la diagnosi di molte patologie a carico dell'intestino. Vediamo quando è bene effettuarla e ripeterla

Colonscopia-quando-farla.jpgLa colonscopia è un esame endoscopico piuttosto invasivo e fastidioso, altresì considerato il miglior strumento per la diagnosi precoce del cancro all'intestino.


Viene eseguito in leggera sedazione o, in alcuni casi, in anestesia, con l'ausilio di un sondino molto sottile, in fibre ottiche, munito di telecamerina all'estremità.

Questo tubicino,  detto endoscopio, viene introdotto attraverso l'ano del paziente e viene poi fatto risalire attraverso il colon e una parte dell'intestino crasso per valutare lo stato di salute delle mucose. Infatti la telecamera del sondino consente di proiettare "dal vivo" le immagini dell'interno del colon sullo schermo di un computer.


Una colonscopia accurata non dura mai meno di un'ora, durante la quale nell'intestino del paziente viene insufflata dell'andiride carbonica per mantere ben dilatate le pareti interne. Inoltre, sempre durante il test, è possibile praticare una biopsia (prelievo di poche cellule epiteliali per un esame citologico),  e addirittura rimuovere eventuali polipi.


Per poter effettuare al meglio questo esame, è necessaria una preparazione adeguata che deve cominciare tre giorni prima della data fissata. Una dieta priva di fibre per i primi due giorni e di soli liquidi e lassativi per l'ultimo, è infatti necessaria per ripulire completamente il colon da qualunque traccia fecale. Come si intuisce, proprio per come si svolge e per il disagio e la lunga preparazione che prevede, la colonscopia non si può eseguire troppo frequentemente. Quando, allora, è consigliata?


Per la diagnosi precoce del cancro al colon, neoplasia piuttosto frequente nella popolazione anziana, un primo esame colonscopico si può effettuare tra i 55 e i 60 anni di età, ma sempre preceduto da altri esami. Importantissimo quello delle feci, perché l'eventuale presenza di sangue occulto costituisce proprio un sintomo di una qualche malattia intestinale da indagare. 


Anche ecografie addominali e radiografie, esami certamente meno invasivi, possono precedere la colonscopia in caso di disturbi intestinali segnalati. Tuttavia, le persone a rischio di sviluppare il tumore al colon, ovvero coloro che siano geneticamanate predisposti per via familiare, chi abbia già avuto polipi o soffra di malattie infiammatorie croniche dell'intestino come il morbo di Chron, sono invitate a richiedere questo esame specifico per una maggior sicurezza. Altro caso in cui una colonscopia può risultare utile per giungere ad una diagnosi è l'anemia senza cause apparenti.


Infatti versamenti ematici intestinali, magari dovuti a malattie innocue come la colite ulcerosa, possono far perdere molto sangue, ed è necessario capirne la causa. Per quanto riguarda l'intervallo di tempo tra una colonscopia e l'altra, sarà necessariamente piuttosto lungo. Ad esempio, quando la prima sia stata negativa, allora un controllo successivo, sempre per la diagnosi del cancro al colon, non si ripeterà prima che siano trascorsi minimo 5 anni, quando non 10, a meno che non si presentino sintomi che possano mettere in allarme o altri accertamenti abbiano rilevato delle modifiche.


 


Foto| di TipsTimes per Flickr

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