I sintomi dei polipi intestinali e gli esami da fare

I polipi intestinali sono formazioni benigne che, però, possono nel tempo trasformarsi in tumori veri e propri. Vediamo i sintomi e gli esami per la diagnosi

Polipi-intestinali-sintomi.jpgI polipi intestinali sono delle escrescenze carnose che si formano sulla parete della mucosa intestinale, per la precisione dell'ultimo tratto dell'intestino crasso, il colon.


In genere sono benigni, tuttavia, in alcuni casi e in soggetti a rischio di cancro al colon (magari per via familiare) possono trasformarsi in tumori veri e propri.

I polipi intestinali possono essere di diversi tipi:



  • Appiattiti (polipi sessili)

  • Sporgenti e penduli (polipi pedunculati)

  • Singoli o multipli (poliptosi)

  • Polipi neoplastici, veri e propri tumori

  • Infiammatori o iperplastici, benigni e in genere presenti in chi soffra di colite e morbo di Chron (malattie infiammatorie dell'intestino)


I più difficili da diagnosticare in quanto meno visibili durante gli esami endoscopici, sono i polipi piatti, e quelli più pericolosi, statisticamente, sono i più grossi, che possono misurare anche 3-4cm. Quali sono i sintomi principali dei polipi al colon? Spesso sono asintomatici, e il paziente scopre di soffrirne durante i normali esami di check up, ad esempio quello del sangue occulto nelle feci, consigliato a tutti gli adulti over 50. Tuttavia, a volte i polipi si fanno sentire, e questi sono i segnali che ci devono mettere sull'avviso:



  • Sanguinamento rettale, che può verificarsi sia dopo l'evacuazione che in altri momenti, macchiando la biancheria intima

  • Sangue nelle feci, che può essere scuro (occulto), oppure apparire come striature rosse brillanti

  • Diarrea che perdura più di una settimana

  • Stipsi che perdura per più di una settimana

  • Muco nelle feci


Sono soggetti più a rischio di sviluppare queste  neo formazioni a livello intestinale gli adulti over 50, tutti coloro che abbiano avuto casi simili in famiglia, le donne che si siano ammalate di tumori all'utero e all'endometrio prima della menopausa. Anche l'obesità, una dieta povera in fibre e ricca di grassi animali e la sedentarietà possono favorire la crescita dei polipi. Come si arriva alla diagnosi?


Il metodo migliore è quello di sottoporsi ad una colonscopia, che consente, attraverso un sondino che viene inserito per via rettale, di analizzare le pareti interne della mucosa anale e del colon. Oltretutto questo esame endoscopico permette anche di rimuovere i polipi in "corso d'opera". Simile è la colonscopia virtuale, che permette, attraverso una proiezione a raggi X del colon su uno schermo, di individuare i polipi.


Tuttavia questo esame non consente di rimuoverli. Prelirminarmente alla colonscopia, però, in genere si prescrive un semplice esame delle feci per rilevare sangue occulto. Se questo fosse presente allora si procederebbe ad ulteriori indagini. In ogni caso i polipi intestinali vanno rimossi, e se a rischio di tumore si procede ad una rimozione di tutto il tratto intestinale colpito.


Prima, però, di arrivare a questo, si può prevenire la formazione dei polipi seguendo uno stile di vita salutare, mangiando molti cibi ricchi di fibre, come la frutta e la verdura, lo yogurt, i cereali integrali e i legumi, e fare attività fisica regolarmente. Dopo i 50 anni, poi, si consiglia un check up annuale che preveda anche l'esame delle feci.


 


 


Foto| via Pinterest

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