Il calcolo dell'indice glicemico degli alimenti con le tabelle di riferimento

L'indice glicemico degli alimenti ci indica quanto tempo impiegano a far salire il livello della glicemia nel sangue. Vediamo come si effettua il calcolo

Calcolo-indice-glicemico.jpgL'indice glicemico è un parametro internazionale che consente di valutare la capacità di un alimento contenente carboidrati (quindi zuccheri), di innalzare il livello di glicemia nel sangue.


Si tratta di un valore importante da conoscere per i diabetici, che devono sempre tenere i loro livelli glicemici sotto controllo, ma che è utile anche in caso si sovrappeso, perché ci aiuta a capire quali sono i carboidrati che ci fanno ingrassare più facilmente.

Il valore dell'indice glicemico (IG) di ciascun alimento, viene individuato a seguito del picco glicemico misurato dopo l'assuzione di 50 g del cibo in questione in confronto a 50 g di glucosio puro, che costituisce naturalmente il parametro di controllo e a cui viene attribuito il valore di 100. Quando più l'indice glicemico di un cibo si avvcina a 100, tanto maggiore sarà la sua "pericolosità" per chi sia diabetico.


Tuttavia, è bene tenere presente che da solo l'IG di un cibo, per quanto alto, non ci indica davvero quanto possa far innalzare la glicemia, perché andrebbe misurato all'interno di un valore ancora più importante che è quello del carico glicemico complessivo, che è da valutare in base al computo totale delle calorie e dei carboidrati. Per intenderci, un frutto come l'anguria posside un alto indice glicemico, simile a quello della banana matura, che però ha più calorie, perché ha anche più carboidrati totali, quindi va da sé che un diabetico dovrà fare più attenzione al consumo della seconda, che non della prima.


Detto questo, come calcoliamo l'IG dei cibi che poriamo in tavola? Ovviamente esitono delle tabelle di riferimento, valide ovunque. E' bene che chi sia in sindrome metabolica con insulino-resistenza (quindi quei soggetti la cui risposta insulinica non sia delle migliori, anche se non diabetici), oltre che i diabetici conclamati, si portino dietro una sorta di lista dell'IG dei cibi che devono consumare, in modo da organizzare i pasti in modo da avere più cibi con basso IG. A tal propsoito, quali sono i valori di riferimento?


Avendo già capito che il valore di riferimento è 100, ovvero quello che arbitrariamente viene attribuito al glucosio puro, possiamo stabilire che:



  • Hanno indice glicemico alto gli alimenti che situano questo valore tra 70 e 100 (o anche oltre 100, come molti dolci raffinati e il pane bianco)

  • Hanno indice glicemico medio gli alimenti che situano questo valore tra 50 e 70

  • Hanno indice glicemico basso gli alimenti che situano questo valore sotto i 50


Tanto per capirci, i comuni biscotti o frollini di frumento della colazione hanno IG pari a 100, il riso bianco supera i 100, ma quello integrale scende ben al di sotto di questa soglia. Più fibre sono presenti nell'alimento con carboidrati, minore sarà l'indice glicemico, e per quanto riguarda la frutta, il grado di maturazione è un fattore che modifica in modo sostanziale l'IG. 


 


 


Foto| Getty Images

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