Che cosa sono le cellule epiteliali pavimentose o squamose?

Quando ritiriamo un'analisi citologica troviamo i termini "cellule epiteliali pavimentose o squamose". Cosa significano queste definizioni e qual è la differenza?

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Sentir parlare di cellule epiteliali e loro caratteristiche, con qualificazioni come "pavimentose" o "squamose", è abbastanza normale se siamo medici, fa senza dubbio parte del normale linguaggio specifico che, verosimilmente, dobbiamo usare tutti i giorni nel nostro lavoro.


Altrettanto usuale sarà parlare di epitelio e di cellule se siamo dei tecnici di laboratorio, perché le dovremo analizzare dal punto di vista istologico. Ma per i "comuni mortali", si tratta di argomenti che vengono fuori solo quando si effettuano determinati esami, come i test delle urine o il pap-test, ad esempio. 

La loro "oscurità" può, in effetti, ingenerare timori irrazionali, proprio perché non abbiamo idea di cosa sia "la norma" e cosa, invece, sia anomalo. Nel caso delle cellule epiteliali, cerchiamo di capire che cosa siano. Per farlo dobbiamo partire dal concetto di "tessuto epiteliale", che altro non è che il tessuto organico di rivestimento del corpo e delle sue parti, a partire dalla pelle. L'epitelio è costituito di cellule di forma regolare che aderiscono le une alle altre prprio come le celle di un alveare in modo da creare una struttura compatta e resistente, come un buon rivestimento dovrebbe essere. Perché ci interessano, e che informazioni possono darci sulla nostra salute?


Le cellule del tessuto epiteliale, che parliamo di epidermide o di epitelio degli organi interni, sono poco vascolarizzate, e sono dotate di una "doppia faccia", una rivolta verso la parte più esterna e un'altra che guarda all'esterno, e se la loro classificazione istologica ci dice molto sulla loro funzione, quella morfologica (relativa alla forma), ci può indicare se siano, o meno, presenti delle anomalie.


Le cellule epiteliali pavimentose, come dice la definizione stessa, sono "piatte", ovvero poco sviluppate in altezza, e si distinguono in semplici (le troviamo negli alveoli polmonari, nei reni e nelle pareti dei vasi sanguigni) o pluristratificate, quindi che si dispongono in più strati. Tra queste ultime, una ulteriore differenziazione distingue le cellule "cheratinizzate", che sono quelle che formano la pelle che riveste il corpo umano dalle "non cheratinizzate", che troviamo nel tessuto epiteliale della vagina, delle mucose della bocca e di laringe ed esofago, tra gli altri.


Le cellule epiteliali pavimentose sono anche dette squamose (e in particolare la definizione viene utilizzata per indicare quelle del tessuto vaginale) perché, seppur piatte, hanno un nucleo lievemente rialzato simile, appunto, ad una squama. Analizzando in laboratorio frammenti di tessuto epiteliale, attraverso le caratteristiche morfologiche delle cellule si può capire se esse siano "normali", oppure no. Frequentemete nei test delle urine delle donne si trovano anche cellule vaginali, quindi "epiteliali squamose", la cui presenza non deve spaventare. 


Foto| di cnicholsonpath per Flickr

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