Cosa fare contro gli attacchi di panico e quali cure sono più efficaci

Gli attacchi di panico colpiscono a tradimento quando ci sentiamo sconfitti dalla vita, sono una vera e propria richiesta d'aiuto. Scopriamo come riconoscerli e affrontarli al meglio

Attacchi-di-panico.jpgSperimentare un attacco di panico è senza dubbio un'esperienza terribile, che può accadere a ciascuno di noi in determinate condizioni di stress e di tensione portata all'estermo.


Cosa fare durante una crisi, come affrontarla e come riuscire ad evitare il succedersi di altri attacchi è argomento delicato, che cercheremo di approfondire, seppur in modo necessariamente schematico e semplificato. Vediamo, intanto, come si manifesta un attacco di panico tipico.

Descrivere i sintomi di una crisi di panico non è semplice, ma sintetizzando potremmo definirla con una parola: paura, anzi, terrore. Una paura irrazionale, sconfinata, che assale a tradimento e che appare soverchiante, accompagnata da un senso di oppressione al petto, un'angoscia priva di speranza, un avviso di morte imminente. Talvolta il dolore che stringe il cuore come una morsa è talmente insopportabile da venir confuso con i sintomi di un infarto.


In realtà, di attacco di panico non si muore, per lo meno non fisicamente, ma lo sgomento che lascia è tale che chi ne sia colpito è portato a pensare di non avere più nulla per cui valga la pena di vivere. Perché vengono gli attacchi di panico e quando? Perché ci si sente perduti, senza via d'uscita, e questo accade quando siamo disperati e la nostra rabbia non riesce a trovare sfogo, quando l'ennesima delusione, l'ennesima porta chiusa in faccia ci fanno sentire completamente perduti, sconfitti e senza speranza. Anche un evento traumatico può determinare la comparsa di attacchi di panico.


Il nostro cervello non riesce ad elaborare più schemi alternativi, e così va letteralmente in corto circuito. La conseguenza sono crisi che giungono senza preavviso lasciandoci tramortiti e terrorizzando i nostri cari. Come gestire gli attacchi di panico? Innanzi tutto, non sottovalutandoli, o meglio ancora, riconoscendoli e dando loro immediatamente ascolto. Poiché questo genere di crisi libera una energia potentissima, la cosa peggiore che potremmo fare sarebbe quella di "comprimerla" o (peggio), sedarla con farmaci.


Questo significherebbe non comprenderne il profondo significato liberatorio e l'occasione di fare quel necessario scatto in avanti che ci può salvare. Questa condizione di stallo si può superare avendo il coraggio di affrontare le proprie paure più profonde attraverso un percorso teraputico guidato, e "proteggendosi" nei momenti più critici e acuti del problema. Quando veniamo colti da un attacco di panico per prima cosa dobbiamo allontanarci subito  dal contesto in cui è esploso. Troviamo uno spazio tranquillo e aerato dove sistemarci, sediamoci comodamente e respiriamo liberamente, cercando di concentrarci su questo semplice atto fino a normalizzare il battito cardiaco.


Non stiamo da soli ma facciamoci sostenere, o chiamiamo, una persona cara di cui ci fidiamo ciecamente, e chiediamole di starci semplicemente accanto fino a quando non ritroveremo il nostro equilibrio. Una volta che il momento critico sia stato superato, agiamo immediatamente e cerchiamo un aiuto professionale. Un percorso terapeutico in cui abbiamo la possibilità di parlare liberamente è senza dubbio la cura migliore, perché è anche quella che ci consentirà di uscire dalla nostra condizione di angoscia esistenziale più forti e consapevoli di prima.


 


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