Scadenza IMU: a rischio la salute degli italiani. Esperti: "duro colpo per il cuore"

La scadenza della tassa sulla prima casa, fissata al 17 dicembre,'IMU è un pericolo per la salute delle coronarie degli italiani. Gli esperti: "cardiologia è eccellenza che spending review non può tagliare"

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È una fine d'anno davvero al cardiopalma quella che si sta delineando per gli italiani in quest'ultimo mese del 2012. La crisi ingravescente, l'incremento del tasso di disoccupazione da un lato e l'aumento costante della pressione fiscale e dei prezzi dall'altro, avevano già messo a dura prova i nervi dei cittadini del Belpaese. Ma ora la scadenza dell'IMU, la tassa sulla prima casa, che era prevista per ieri, 17 dicembre, sembra arrivare a dare il colpo di grazia. La più pesante e discussa tra tutte quelle piovuteci addosso quest'anno è diventata un pericolo per la salute delle coronarie degli italiani. E non è solo un modo dire.

IL PESO DELL'IMU. "Lo stress per il pagamento dell'IMU è un vero cardiopalma per il cuore soprattutto per chi è in difficoltà economica per colpa della crisi. Si va in agitazione e a risentirne è il cuore, sottoposto a grande tensione". Ad affermarlo è Salvatore Novo, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic), a margine della conferenza stampa di apertura dell'73esimo congresso della Sic a Roma che si è svolta venerdì, prima, appunto, della fatidica scadenza del Lunedì "nero".
All'alba del Martedì possiamo dire che il pericolo scampato? Tutt'altro. La questione IMU non è infatti ancora archiviata del tutto: i ritardatari e chi ha commesso errori è ancora in tempo per rimediare con il cosiddetto "ravvedimento operoso" che comporterà una maggiorazione più contenuta rispetto a chi rimanderà ulteriormente. Gli effetti per chi ha già pagato o pagherà continueranno, inoltre, a farsi sentire ancora a lungo. Il salasso" ha comportato certamente un grosso "buco" nelle casse delle famiglie italiane, che si tradurrà in una ulteriore necessità di rivedere le priorità, i bisogni e i desideri di tutti i suoi membri. E questo sotto Natale, altro periodo notoriamente molto stressante di suo, non farà affatto bene alla salute delle nostre coronarie.


LA PRIMA CAUSA DI MORTE. D'altra parte è ben noto che proprio le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia, con 224.830 decessi l'anno, il 38,2% del totale. Colpiscono più le donne, il 42,1%, mentre per gli uomini sono le patologie al secondo posto (34,1%) per letalità dopo il tumore. A fronte di questi ultimi dati dell'Istat (2009), i cardiologi italiani, riuniti appunto nel weekend a Roma per il 73esimo congresso della Società di cardiologia (Sic), lanciano l'allarme contro i tagli lineari previsti dalla spending review. Altra grossa spina nel fianco degli italiani in questa annata che pesa sui cittadini anche se in modo indiretto con una riduzione dei servizi di pubblica utilità. La questione è controversa. I legislatori assicurano che i tagli saranno sugli sprechi delle pubbliche amministrazioni e che i ridimensionamenti dei fondi alla fine porteranno a un miglioramento della qualità degli stessi. Gli operatori di queste pubbliche amministrazioni non ci credono e con loro i cittadini. Il 75% degli italiani pensa che non riuscirà a ricevere le cure di cui ha o potrà avere bisogno. E ai fini di una valutazione dello stress che grava sulla salute delle coronarie degli italiani, sono le loro percezioni della situazione generale in termini sia di risorse proprie sia di possibilità di ricevere aiuto e risposte ai propri bisogni, che contano di più. Vere o sbagliate che siano.


NO A TAGLI INDISCRIMINATI. Ed è proprio per questo motivo che i medici lanciano un appello affinché non si taglino proprio le strutture più sensibili del SSN come appunto la cardiologia. "La situazione economica - afferma Francesco Romeo, presidente della Federazione italiana di cardiologia (Fic) - che impone scelte di priorità, non deve danneggiare la cardiologia che ha contribuito per l'80% al risultato dell'allungamento dell'aspettativa di vita di 7 anni negli ultimi 30 anni e che - precisa - non può essere trattata con un taglio lineare, che proprio per la sua geometria interviene principalmente sulle eccellenze sanitarie. Andrebbero invece individuati gli sprechi, attraverso una politica di interventi mirati, da condividere con un tavolo tecnico di professionisti e società scientifiche". "La Relazione sullo stato sanitario del Paese presentata dal ministro della Salute pochi giorni fa - sottolinea Salvatore Novo, presidente della Sic - ha certificato la necessità di puntare l'attenzione sugli stili di vita. Oggi più che mai, in un quadro di persistente crisi economica che impone scelte di priorità".


Il cuore degli italiani non è però solo a rischio stress. Al congresso Sic a cui hanno partecipato 2.500 specialisti, italiani e internazionali, si è dato ampio spazio anche alla salute cardiovascolare dei giovani e alla prevenzione dei fattori di rischio come l'obesità, il fumo e gli stili di vita poco sani. Nemici del cuore, insieme allo stress e all'ipertensione, anche in giovane età.


Fonte: Adnkronos Salute

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