Sport su ricetta medica: fa discutere proposta francese. L'esperto italiano: da imitare

L'Accademia nazionale di medicina di Parigi ha proposto dare l'opportunità ai medici di base di prescrivere lo sport con ricetta rimborsabile dalla previdenza sociale come se fosse un farmaco. Sperimentazione al via a Strasburgo.

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Che lo sport faccia bene è ormai assodato. Che possa far bene anche al portafoglio un po' meno, ma ci si sta arrivando. Diversi studi hanno dimostrato che incentivare lo sport migliora la salute e aumenta il benessere generale della popolazione portando a un risparmio nella spesa sanitaria sul lungo periodo, sia per i singoli sia per i bilanci nazionali. Da qui a ipotizzare di prescrivere lo sport come se fosse un farmaco però ce ne corre. O almeno così credevamo. Perché in Francia pare si stiano muovendo proprio in questa direzione.

LA PROPOSTA. L'Accademia nazionale di medicina di Parigi ha proposto infatti di inserire lo sport tra le terapie prescrivibili dal medico di base e rimborsabili dalla previdenza sociale. Ed è stata presa in così seria considerazione che una prima sperimentazione è già pronta a partire a Strasburgo con il benestare del sindaco.


La cittadina francese cercherà di contrastare la sedentarietà dei suoi abitanti con l'aiuto del medico di famiglia, che sulla ricetta dovrà indicare al paziente il tipo di sport da praticare e con che intensità. Il paziente si recherà con la prescrizione da uno degli istruttori coinvolti nel progetto per ricevere un programma di allenamento personalizzato, da praticare anche nelle palestre pubbliche alle quali potrà accedere gratuitamente.


E da noi? Che ne pensano i medici italiani?


IL PARERE DELL'ESPERTO. Livio Luzi, preside della facoltà di Scienze motorie dell'università di Milano parla di «iniziativa molto positiva che tutte le regioni italiane dovrebbero imitare», sintetizzando un po' quello che è il pensiero generale. «Un'attività fisica regolare - spiega - riduce i costi sanitari correlati alle malattie metaboliche, cardiovascolari e anche ai tumori che in definitiva si traduce in una riduzione della morbidità e della spesa per i farmaci. Sono teorie dimostrate e supportate da numerosi studi scientifici e - conferma - è un progetto che sicuramente darà buoni risultati, anche se non nel breve termine, ad eccezione dei soggetti diabetici, nei quali l'attività motoria ha un effetto terapeutico che si concretizza nella riduzione delle dosi di farmaci assunti già dopo 6 mesi».


Quindi i francesi non hanno scoperto nulla di nuovo? Beh, non proprio. Il merito di questa iniziativa, conclude Luzi, «è di aver compreso come l'accesso gratuito, unito alla raccomandazione del medico, possa costituire un giusto incentivo per avvicinare le persone alla pratica dell'esercizio fisico».

Per ora dovremo arranciarci ancora di tasca nostra. Ma cominciare a portarsi avanti sarebbe comunque un buon investimento in salute ma non solo.

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