Antibiotici come usarli: corretto utilizzo, Italia agli ultimi posti nell'UE

Nel nostro paese si arriva fino al 38% di utilizzo; peggio solo Portogallo (28.5%) e Spagna (37,7%). Maglia nera alla Grecia

antibioticisisi.jpg In Italia non sappiamo usare nel modo corretto gli antibiotici. Un altro dato negativo sul nostro Bel Paese, collocato negli ultimi posti, all'interno dell'Unione Europea, sul corretto utilizzo dei suddetti farmaci. Anche se comunque l'Italia si trova decisamente in buona compagnia: in Europa, infatti, al nord si usano poco e meglio gli antibiotici (paesi virtuosi da questo punto di vista sono soprattutto Inghilterra, Germania e Belgio), mentre al sud c'è abuso ed uso improprio.

Questi sono alcuni dati emersi da uno studio elaborato all'interno del progetto ARPEC e finanziato dall'Unione Europea. I risultati, presentati a Tallinn in Estonia, ha visto tra gli aderenti al progetto anche l'italiana Susanna Esposito, Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: "Gli antibiotici - sottolinea la dottoressa Esposito - sono farmaci preziosi, molto utili in presenza di specifiche infezioni, ma che non funzionano o addirittura possono essere dannosi qualora non vengano utilizzati in modo corretto. È, quindi, molto importante che siano somministrati solo quando li prescrive il pediatra, dopo aver fatto un'attenta diagnosi della patologia presentata dal bambino". 


Nel nord dell'Europa, come detto, c'è un uso minore di antibiotici rispetto all'Italia; discorso a parte invece per la Romania, che registra fino al 72% di uso di antibiotici contro il 30% del nord Europa e il 38% del sud. In Italia siamo in media sudeuropea (si arriva a circa il 38% di utilizzo) davanti a Portogallo (28.5%) e Spagna (37,7%). Maglia nera alla Grecia, con un utilizzo che raggiunge il 40%.

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