Aids in Italia: 140mila ignari di aver contratto il virus, a rischio soprattutto le donne

In Italia 140 mila persone non sanno di aver contratto il virus dell'Hiv, molte di queste sono donne. Nel post ti spieghiamo perché una donna rischia di più.

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Si stima che in Italia ci siano 140mila persone che hanno contratto il virus dell'Hiv e che non lo sanno.

Un grande rischio soprattutto per le donne, le più facili a essere contagiate, come conferma il nuovo studio DIDI (Donne con Infezione Da Hiv) condotto nel 2010-2011, su più di 580 donne sieropositive.


Dallo studio emerge come l''80% delle donne aveva contratto l'infezione da HIV in occasione di un rapporto sessuale e di queste solo il 19% era di origini straniere.


Ma perché le donne sono più a rischio? Come riportava MondoDonna nel 2008 - ma il pezzo credetemi è tuttora attuale - le ragioni possono essere essenzialmente le seguenti:


1) le donne contraggono il virus per via eterosessuale (il 63% delle infezioni femminili sono contratte tramite rapporto eterosessuale, rispetto al 22,7% degli  uomini);


2) il 78,1% delle donne contrae il virus dal proprio partner (gli uomini per il 66,8% contraggono in virus da partner occasionali...e poi lo passano alla loro partner);


3) le donne hanno in genere meno potere contrattuale per poter pretendere che lui indossi il preservativo;


4) siccome non hanno idea che il partner abbia avuto altre relazioni sessuali, le donne in maggioranza arrivano troppo tardi a fare il test. Solo quando magari compaiono i primi sintomi. Ma a quel punto, una volta su due, si è già passati in AIDS (prima si diventa sieropositivi e poi se non si viene curati, dopo qualche anno l'HIV passa in AIDS, per la quale la mortalità resta molto alta).


Ma facciamoci ancora qualche domanda, ad esempio: come si entra a contatto con il virus dell'Hiv?


L'infezione da HIV si trasmette per via ematica (attraverso quindi il contatto con il sangue),  da madre a figlio (durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento), e per via sessuale.


Approfondiamo con l'aiuto del sito della Lila (Lega italiana per la lotta contro l'Aids) quali sono i comportamenti sessuali a rischio:


Il rapporto di penetrazione vaginale è a rischio.
Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge.


Il rapporto di penetrazione anale è a rischio. La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi.
Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall'inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.


Per chi pratica la fellatio, ovvero per la persona che stimola con la bocca il pene di altri c'è un rischio di contrarre l'hiv se la sua bocca viene in contatto con lo sperma dell'altro o, per alcuni, se  entra in contatto con il liquido prespermatico. Su quest'ultimo punto nella comunità scientifica vi è dibattito tra chi considera il liquido prespermatico capace di trasmettere l'HIV e chi sostiene invece che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica) poiché la quantità di virus presente nel liquido prespermatico è ridotta. È più sicuro praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca.
Non c'è invece nessun rischio per la persona che riceve la stimolazione.

Il cunnilingus è la stimolazione orale dell'organo genitale femminile (baciare, leccare). Le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell'infezione. Il cunnilingus è da evitare in presenza di sangue mestruale. L'utilizzo della diga interdentale o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina ogni rischio.


L'anilingus, la stimolazione orale dell'ano (rimming) è una pratica considerata a rischio per altri tipi di infezione. Per proteggersi è consigliabile l'uso della diga.


Il fisting, cioè la penetrazione vaginale o anale col pugno/mano è considerata a rischio per la facilità di provocare lesioni attraverso le quali potrebbe passare il virus.


LINK UTILI:


Le donne sono più a rischio di HIV/AIDS


Hiv AIDS, la campagna su Facebook: scopri chi la gestisce


Giornata Mondiale per la lotta all'Aids: "Proteggiti semplicemente"

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