Costa Concordia incidente: Legambiente si costituisce parte civile

E' allarme tensioattivi sull'Isola del Giglio e Legambiente annuncia di volersi costituire parte civile nel processo che valuterà le responsabilità dell'incidente.

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Che ne sarà dell'Isola del Giglio davanti al quale giace il relitto della Costa Concordia con il suo carico di morte e misteri? (Foto Infophoto)

Ora che sembra svanito l'incubo dell'inabissamento della nave Concordia, si fa strada un ulteriore allarme dovuto all'innalzamento dei livelli di tensioattivi contenuti nei saponi e nei detersivi presenti a bordo e che ora si stanno sciogliendo nelle acque intorno all'isola.


L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana informa di una concentrazione di tensioattivi di 2-3 milligrammi per litro che per l'Isola del Giglio, dove si registra abitualmente un livello pari a zero, è già una cifra importante.


In questo momento - informa Repubblica - per colpa dell'incidente della Costa Concordia, il paradiso terrestre del Giglio ha un inquinamento superiore a quello delle aree industriali affacciate sul mare (Marghera a Venezia, Vado a Savona, Piombino in provincia di Livorno). 


E intanto Legambiente annuncia di voler costituirsi parte civile nel procedimento relativo al disastro della Concordia come parte offesa per il danno ambientale.


Angelo Gentili della segreteria nazionale dell'associazione spiega:


"Le responsabilità della Costa Crociere saranno accertate dalla magistratura, ma quello che è certo è che un danno ambientale purtroppo c'è già, e non potrà certo gravare sulla collettività ma essere risarcito dai diretti responsabili. Ci riferiamo non solo al possibile, gravissimo disastro che potrebbe avvenire con lo sversamento del carburante, ma anche alla contaminazione delle acque, della flora e fauna marina, da parte dei rifiuti e delle sostanze tossiche e pericolose che giorno dopo giorno si stanno riversando in mare". 


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