Costa Concordia incidente: non c'è pericolo di inabissamento del relitto

L'inabissamento della Costa Concordia sarebbe un danno di non poco conto per tutto l'Argentario (e non solo). Franco Gabrielli sembrerebbe, però, escludere questa eventualità.

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A più di una settimana dal disastro del Giglio, sembra venir meno il rischio di inabissamento della Costa Concordia. (Foto Infophoto)

Sono previste per domani 24 gennaio le operazioni di svuotamento dei serbatoi che avverranno in contemporanea con le ricerche dei dispersi il cui bilancio è sceso a 18 con il ritrovamento di altri 2 cadaveri (le vittime sono quindi 15).


Il commissario per l'emergenza Franco Gabrielli ha spiegato:


"La nave è in condizione di stabilità e non necessita di nessun tipo di intervento esterno che ne consolidi la staticità: non c'è nessun pericolo che sprofondi. Le ricerche andranno avanti finché possibile".


Il terribile sospetto che Costa Concordia potesse inabissarsi era stato ventilato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini il quale aveva dichiarato:


"Non sono per niente tranquillo perché quello che stiamo facendo dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche".


Un'eventuale fuoriuscita del carburante della Concordia non comporterebbe conseguenze per l'ecosistema solo estetiche - aveva commentato Clini - bensì effetti determinati dalla natura chimica e fisica del combustibile che si presenta denso e vischioso, ad elevato tenore di zolfo.


Nei serbatoi della nave ci sono, infatti, 2.280 tonnellate di combustibile e 42 metri cubi di olio lubrificante una quantità di carburante tale da richiedere almeno due settimane per il completo svuotamento della nave. 


Qualora accadesse il peggio alla Costa Concordia, a correre i rischi maggiori sarebbero naturalmente l'Isola del Giglio e l'Arcipelago Toscano ma - ci informa Petrolio - la marea nera potrebbe arrivare persino in Sardegna.


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