Decreto Liberalizzazioni: le farmacie si preparano allo sciopero

I farmacisti si preparano allo sciopero per protesta nei confronti del nuovo Decreto sulle Liberalizzazioni. Nel post il testo del pacchetto e le dichiarazioni di Federfarma.

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Ora che il Decreto Liberalizzazioni tanto atteso è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, i farmacisti fortemente insoddisfatti, si preparano alla serrata. (Foto Infophoto)

Nel testo passato al vaglio del Cdm si legge:


Il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondo comma, consente l'apertura di una ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti; nei Comuni fino a 9.000 abitanti, l'ulteriore farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1.500 abitanti.


(...)


Ai concorsi per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche i laureati in farmacia in possesso dei requisiti di legge possono concorrere per la gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso la titolarità della sede farmaceutica assegnata è condizionata nel tempo alla sua gestione associata da parte degli stessi vincitori su basi paritarie, fatta salva la premorienza o sopravvenuta incapacità.


(...)


Le farmacie possono svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari e i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela.


I farmaci di fascia C nei supermercati - riporta Il Serpente di Galeno - ora resi possibili solo se nella regione non sono state ancora assegnate almeno l'80% delle sedi farmaceutiche messe a concorso, significano una riduzione da 50 a 20 euro.


Le nuove misure non soddisfano Federfarma che, tramite il proprio Presidente Anna Rosa Racca, chiede un incontro urgente con i rappresentanti parlamentari e annuncia:


"Abbiamo ipotizzato uno sciopero delle farmacie il primo febbraio se il Parlamento non modidificherà il testo del decreto sulle liberalizzazioni. Noi abbiamo sempre detto che siamo disponibili a un confronto, al momento negato, e abbiamo più volte dichiarato che siamo favorevoli a nuove aperture pari a circa il 10% del totale delle farmacie esistenti ma con questo decreto si potranno aprire alla fine 7mila farmacie, con il conseguente impoverimento di tutto il servizio a danno dei cittadini''. 


Ma da Palazzo Chigi - informa Repubblica - fanno sapere:


"Per mero errore materiale nel Comunicato stampa relativo ai lavori del Consiglio dei ministri di ieri è comparso un riferimento alla vendita dei farmaci di fascia C che viceversa non ha formato oggetto di deliberazione da parte del Consiglio dei ministri".


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