Protesi nocive al seno Pip: ultime notizie Paese per Paese

Le ultime notizie sulle protesi mammarie Pip che mettono a rischio circa 300mila donne in tutto il mondo.

infophoto_2012-01-07_191756441_low_p0001066825.jpg


Continua a far discutere il caso delle protesi mammarie Pip che hanno provocato danni alle donne che ne hanno subìto l'impianto. (Foto Infophoto)

L'allarme delle protesi Pip coinvolge 300 mila donne di 65 diversi paesi Paesi come Francia, Danimarca, Spagna, Italia (5 mila), ma anche Brasile.


La maggior parte delle protesi - informa Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" - sarebbe stata impiantata in Gran Bretagna, Francia e Brasile, mentre in altri Stati come la Germania non sono disponibili ancora dati certi.


Germania, Francia e Venezuela hanno consigliato l'asporto degli impianti a rischio rottura.


Le sole Gran Bretagna, Francia e Venezuela per il momento garantiranno la rimozione delle protesi a carico del servizio sanitario nazionale a tutte le donne che ricorreranno alle strutture pubbliche. Si stima che il costo per la sola mutua francese sarà pari a 60 milioni di euro. In Italia e in Belgio le spese saranno pagate solo se necessario.


Ma gli esperti già sconsigliano l'eliminazione di massa, anche per i rischi legati all'intervento e all'anestesia.


Il "silicone" utilizzato dalla PIP per le protesi mammarie sarebbe una gelatina nella quale sarebbe stata riscontrata la presenza di additivi impiegati nell'industria petrolchimica e poco compatibile con il corpo umano e che peraltro non sarebbe mai stata testata sull'uomo.


Tra le sostanze individuate risulterebbero resine utilizzate per produzioni come quella di carburanti, gomma, computer. Peraltro, v'è da specificare che è stata proprio la società Pip di Seyne-sur-Mer di Marsiglia che con la pubblicazione della composizione ha fatto generare un'ondata di panico collettiva tra le 300 mila donne che si sono fatte impiantare le protesi mammarie.


Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha imposto a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di redigere entro 15 giorni dalla pubblicazione dell'Ordinanza un elenco nominativo di tutti i casi riguardanti l'impianto di P.I.P. a partire dal 1° gennaio 2001. La lista resterà, a garanzia della privacy dei pazienti, nella esclusiva disponibilità delle strutture, le quali però dovranno notificare alle Asl di riferimento (e queste alle competenti autorità regionali) la data di ciascun intervento d'impianto.


LINK UTILI:


Protesi nocive al seno Pip: mai testate, contengono additivi per carburanti


Protesi al seno Pip: a rischio 5mila italiane, le istruzioni del Ministero della Salute


Rassodare il seno senza chirurgia: video esercizi


Groupon chirurgia estetica: ritocchini scontati e in Francia scoppia la polemica

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: