CERN Ginevra: dai neutrini ad altri mondi possibili? La parola a Stefano Chiodaroli

La scoperta che i neutrini potrebbero essere più veloci della luce ha sorpreso il mondo. Nel post l'editoriale del comico Stefano Chiodaroli.

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La scoperta che i neutrini potrebbero essere più veloci della luce ha sorpreso il mondo. Tra i vari editoriali scritti sulla notizia, ho deciso di dare spazio al pezzo scritto dal comico Stefano Chiodaroli che spesso abbiamo ospitato qui su Blogosfere.


Eccolo qui di seguito:

I neutrini sono delle particelle infinitamente piccole ma reali: sono dappertutto, sono così sottili da poterci attraversare, per fortuna non sono caricati elettricamente ed infatti li hanno chiamati neutrini.


La notizia  sconvolgente sta nel fatto che questi così possono viaggiare ad una velocità che non si credeva possibile e questo va a contraddire la teoria di Einstein che proponeva come limite assoluto la velocità della luce.


Intorno ad Einstein e al suo sistema di pensiero si è alimentata e costruita la percezione più o meno profonda che noi uomini di oggi abbiamo di come funzionino le cose: grazie a questa teoria sappiamo come produrre energia per vivere ed anche per ammazzarci.


La cosa  sconvolgente  di questo esperimento non sta nel fatto in sé o nelle sue conseguenze applicate a chissà quale uso ma credo che sia fondamentalmente filosofica: un gruppo di uomini usando grandi quantità di energia è riuscito a spostare di un poco la misura che abbiamo delle cose, e questo prima o poi farà di noi degli uomini diversi, non so quando ma so che abbiamo incominciato adesso.


Premetto che non capisco molto di fisica, ma non credo che questo esperimento smentisca completamente Einstein facendolo diventare un aborigeno: lui sosteneva che la velocità della luce era uno standard applicabile a tutto l'universo e che più forte di così non si poteva andare; io credo che questa cosa resti vera perché succede in questo spazio infinito dove siamo e succede adesso, accade nella nostra storia in questo universo


Tutte le nostre funzioni vitali, i nostri ritmi biologici, la nostra salute e vita dipendono e si affinano al cospetto dell'energia, della luce; coordinandoci sulle sue frequenze noi diamo un senso ed una misura al tempo ed allo spazio.  


Se c'è quindi qualche cosa di più veloce dell'energia luminosa a cui ci abbeveriamo, questo origina un altro tempo ed un altro spazio che non è antagonista al nostro ma semplicemente lo attraversa  come i neutrini fanno con noi.


Adesso mi è venuto il mal di testa, insomma non esiste una sola legge nell'universo, quella che c'è si può ampliare, o affiancare ad un'altra; o forse esiste una legge superiore che permette per qualche motivo misterioso che due norme apparentemente in contrasto fra di loro possano poi coesistere e sovrapporsi, fra mille anni rideranno di noi e della grossolanità delle norme che andiamo via via imponendoci per decifrare il cosmo, magari scopriremo che mentre ci accaniamo per la materia in realtà siamo solo un sogno.


Ogni minuto cambiamo, il mondo è mutevole e noi con lui siamo costretti a modificare le nostre cose per non morire: quello che oggi ci salva domani ci condanna.


Io credo che la scoperta dei neutrini che corrono sia una delle migliori notizie per la nostra umanità fiacca: è come se fosse un pellegrinaggio laico ai confini del conosciuto


Ulisse è andato oltre le colonne d'Ercole e ci fa sapere che c'è ancora spazio quando questo sembrava finito, anzi non esiste un solo spazio; anche il tempo è bistrattato e va in testa coda, la nostra misura si è rivelata piccola e dobbiamo approntarne un'altra. Questa si che è una rivoluzione!


Mentre i neutrini corrono la nostra Italia arranca bolsa, tutti noi accettiamo con fatalismo il suo ritmo perché lo riteniamo il nostro massimo, le dinamiche economiche e politiche si informano tutte a questa specie di legge della relatività, ma c'è speranza, con coraggio ed usando grandi energie si può spostare la percezione  comune delle cose; dovremmo dedicarci di più a quello che possiamo immaginare piuttosto che perdere tempo con quello che crediamo di sapere.

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