Si poteva evitare la guerra?

Foto di Gino StradaI fautori dell'intervento bellico in Libia affermano che la guerra è necessaria per sostenere la rivolta popolare.


Ma fin dall'inizio c'è stato chi ha espresso forti dubbi sul fatto che la ribellione repressa da Gheddafi sia stata del tutto spontanea.


«Infatti - fa notare in un recente articolo Miguel Martinez - in Libia, lo scontro non è  - come invece in Tunisia, Yemen, Bahrein o Egitto - tra le forze armate da una parte, e masse di manifestanti pacifici dall'altra. In Libia, i ribelli hanno armi, carri armati e persino un caccia (che hanno esibito tra l'altro subito dopo l'imposizione della No Fly Zone)».


Diversa la sorte per altre due contemporanee sommosse nel mondo arabo: quella dello Yemen e quella del Bahrein.


«In un giorno - rileva sempre Martinez - i cecchini dell'esercito yemenita hanno ucciso 72 manifestanti, mentre nel Bahrein è intervenuto direttamente l'esercito saudita per sopprimere una rivolta promossa dalla schiacciante maggioranza della popolazione. Anche gli Emirati Arabi, che partecipano alla coalizione anti-Gheddafi, hanno contribuito alla repressione della rivolta in Bahrein con almeno 500 poliziotti».

«Troppi sono gli interrogativi ai quali è difficile rispondere - scrive Valentino Parlato dalle colonne del Manifesto - ma viene il dubbio che siamo a una rinascita del famoso imperialismo: Francia e Gran Bretagna, con alle spalle gli Usa sono, pur nella recente globalizzazione, le potenze imperiali, per le quali di fronte ai guai del nucleare il petrolio diventa il prodotto massimamente imperiale».


Sicuramente il mondo consuma sempre più risorse e il prezzo delle fonti energetiche sta salendo. Questo forse spiega come mai le grandi potenze diventino improvvisamente così sollecite per i diritti umani solo in determinati paesi e determinate situazioni.


In questa intervista Gino Strada ribadisce il suo deciso no alla guerra. Di lui s'è detto di tutto: che è un sognatore, un illuso, un fiancheggiatore dei talebani... Meglio forse le bugie, i proclami ipocriti e il disprezzo per il valore della vita umana dei padroni della guerra?



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