La dieta che fa risparmiare e salva il pianeta

Copertina del report del WWF Tenendo conto che lo stile di alimentazione dei cittadini britannici, ma più in generale, anche di quelli del mondo occidentale, ha un impatto sull'ambiente fortemente distruttivo e non facilmente sostenibile, il WWF ha promosso una campagna di sensibilizzazione in Inghilterra proponendo la Livewell Diet.


I suggerimenti sono stati elaborati dai ricercatori del Rowett Institute of Nutrition and Health della Aberdeen University (Scozia), per garantire un regime alimentare sano, sia per le persone che per il pianeta.


Non viene chiesto di diventare vegetariani o vegani, né tantomeno di privarsi del piacere del cibo, ma solo di limitare il consumo di carne e dei prodotti pronti all'uso, i quali oltre ad essere poco salutari, rappresentano generi alimentari la cui produzione ha un forte impatto sia per quanto riguarda le emissioni che per quanto riguarda il consumo idrico.


Nel rapporto, ampio e molto dettagliato, si sottolinea come la produzione di alimenti di origine animale, nelle società industrializzate, contribuisca alla distruzione degli ecosistemi.  Le coltivazioni intensive e i grandi terreni per la produzione di soia (circa l'80 per cento è destinata all'alimentazione degli animali di allevamento) stanno togliendo spazio alla savana e agli habitat naturali riducendo le aree dove gli animali possono vivere in tranquillità.

«Un quinto di tutti i gas serra prodotti al mondo - spiega Colin Butfield, uno dei ricercatori che ha partecipato al progetto - proviene dall'agricoltura. Un hamburger mangiato a Londra, a New York o a Roma ha un potenziale distruttivo sulla foresta amazzonica. Se tutti i terrestri mangiassero come fa abitualmente un europeo o un americano, entro il 2050 ci servirebbero due pianeti Terra per nutrire tutti».


Molte foreste tropicali, inoltre, vengono abbattute per piantare palme, dalle quali si ottiene il famoso olio che si ritrova nei biscotti che mangiamo al mattino, nei bastoncini di pesce o nei tanti prodotti delle multinazionali che ne fanno largo uso.


Oltre a consumare meno proteine animali, dannose per l'organismo se ingerite in eccesso, si consiglia perciò di integrare il regime alimentare con porzioni di frutta, verdura e cereali possibilmente di stagione.


La campagna del WWF si propone di abbassare la media di 79 chili di carne all'anno consumata da ogni cittadino britannico a 10 chilogrammi, cercando di coinvolgere il governo e il primo ministro David Cameron affinché, attraverso un'opera di promozione istituzionale, la "Livewell Diet" venga adottata come linea guida dagli istituti scolastici, dalle strutture sanitarie e dalle associazione di consumatori.


Si calcola che un regime alimentare di questo tipo costerebbe circa 35 euro a settimana, mangiando cibi naturali e non elaborati, gustosi e facili da preparare. Una dieta quindi sostenibile anche nel prezzo.


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