Giornata della memoria: gli italiani non dimentichino quella vergogna!

Oggi che qualcuno ricomincia a fare strani discorsi, contrapponendo "noi e loro", ancora con più forza invitiamo a ricordare l'abominio di cui si rese complice il nostro Paese, affinché mai più possa ripetersi.


Propaganda fascista sulla dsa della razza


...Mi ricordo la sera di fine estate del 1938: avevo fatto la prima e la seconda elementare in una scuola pubblica del mio quartiere, quando mio padre cercò di spiegarmi che siccome eravamo ebrei, non sarei più potuta andare a scuola. Quel momento ha segnato una cesura tra il prima e il dopo; era difficile per mio padre, con un sorriso commosso, spiegarmi quel fatto: io che mi sentivo così uguale a tutte le altre bambine, invece ero considerata diversa.
Mi ricordo la fatica di dover cambiare scuola e di non dover dire mai niente nei primi giorni nella nuova scuola di quella che io ero al di fuori delle mura scolastiche. Le bambine con le quali ero stata a scuola nei primi due anni, quando le incontravo per strada, mi segnavano e dicevano che io non potevo più andare nella loro scuola in quanto ero ebrea. Io sentivo e vedevo quelle risatine e non capivo perché facessero così.
(...)  Era difficile essere cittadini di serie B, in una zona grigia come la nostra; la solitudine si faceva tangibile vedendo coloro che finora erano stati amici, allontanarsi da noi, perché è sempre facile essere amici di chi è sulla cresta dell'onda, ma non di quelli che sprofondano inesorabilmente.
Mi ricordo che non venivo più invitata alle festicciole delle amiche, alcuni genitori dicevano alle figlie di non invitarmi alle loro feste, a casa loro.


Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz


Image courtesy ilmanifesto.it


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