Giornata della memoria: quando l'Italia consentì la barbarie

La maggior parte degli italiani appoggiava allora il governo che promulgò le vergognose leggi razziali. Diffidiamo sempre di governanti che si appellano al consenso popolare piuttosto che alla legge e alla morale.


Bimbe nomadi ricordano le leggi razziali fasciste


A calci e pugni fummo caricati su un camion e portati alla stazione Centrale di Milano. La città era deserta. I milanesi non provarono pietà per noi come (invece) i detenuti di San Vittore: se ne restarono in silenzio dietro le loro finestre. Ricordo che il camion percorse via Carducci, e io che ero in fondo, all'incrocio con corso Magenta scorsi la mia casa per un attimo... Poi il camion attraversò la città, fino a imboccare il sottopassaggio di via Ferrante Aporti, e ci ritrovammo nei sotterranei della stazione, binario 21. (...) Nessuno di noi conosceva quei sotterranei, quel ventre nero della stazione Centrale, che ora chiediamo diventi un luogo della memoria, perché migliaia di persone sono partite da quei binari e non hanno fatto ritorno.


Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz


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