Ecomostro marino

L'albergo abusivo e incompiuto di Alimuri, che da 48 anni deturpa la costa sorrentina al confine tra Meta e Vico Equense,  è probabilmente il più longevo ecomostro d'Italia.


Alimuri_ecomostro.jpg


Costruito grazie a una malaugurata licenza del 1962, poi annullata quando ormai il rudere aveva preso forma, è passato indenne a tre inchieste giudiziarie, a innumerevoli cambi di proprietà e all'accordo per la demolizione siglato nel 2007 dall'allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli con la Regione Campania, la Provincia di Napoli e i titolari dell'immobile.


Brutto, fatiscente e pericoloso, lo scheletro di cemento di quel che doveva essere un hotel da cento stanze, 2 mila metri quadrati e 18 mila metri cubi, sta tuttora in piedi.


D'inverno diventa covo di spacciatori e tossicodipendenti, d'estate rischioso trampolino di tuffi per i ragazzi (ogni tanto qualcuno finisce in ospedale).


Invece di demolirlo sono stati avviati l'anno scorso lavori di 'protezione': un'imbracatura di reti metalliche per impedire ai bagnanti di avventurarsi sui cinque piani di solai sgretolati e per salvare la struttura dal costone retrostante che si sta sfaldando.


Come mai non lo si butta giù? Chi si oppone? Quali sono gli interessi in gioco? Abbiamo trovato una possibile spiegazione nell'archivio di Repubblica.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail