Nucleare: la partita è truccata

Greenpeace prende posizione contro la campagna pubblicitaria del Forum Nucleare Italiano, finanziata dalle aziende filonucleari, che in queste ultime settimane viene diffusa attraverso tutti i media: tv, cinema, giornali, radio, web.


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Per Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell'associazione, lo spot, che rappresenta una partita a scacchi tra  un giocatore favorevole e uno contrario al nucleare, «è un esempio di raffinata manipolazione dell'informazione: propina falsità sotto un apparente tono "equidistante"».


La prima bugia è sulle scorie. Secondo la voce pro nucleare sarebbero poche e gestibili in sicurezza. Ma «in nessuna parte del mondo - rileva Onufrio - dopo 60 anni e miliardi di dollari di investimenti, sono riusciti a sviluppare una gestione in sicurezza delle scorie».


La voce favorevole sostiene ancora che tra cinquant'anni, quando le fonti fossili si saranno esaurite, le rinnovabili potrebbero non bastare. «Qui c'è una doppia bugia. Primo, tra cinquant'anni anche l'uranio estraibile sarà agli sgoccioli. Secondo, uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili è possibile, come dimostrano analisi dell'Ue e di fonte industriale».


Ci si chiede anche chi pagherà alla fine questa propaganda costata 3 milioni di euro, dato che le norme in vigore per il nucleare prevedono fondi pubblici per "campagne informative". Il tema è stato sollevato da una interrogazione al Senato dai parlamentari Ferrante e Della Seta (Pd).


«Non possiamo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum Nucleare & Co. per contrastare questo "bombardamento mediatico nucleare". L'indipendenza economica è uno dei valori fondamentali di Greenpeace», conclude l'appello, invitando tutti alla più ampia diffusione del comunicato.


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