9/11, l'ultima vergogna

Foto dell'area dopo il crollo delle Twin Towers Una conseguenza drammatica, quanto volutamente celata dalle autorità e ignorata dai media, dell'11 settembre è quella del disastro ambientale causato dall'esplosione delle Torri Gemelle.


Il crollo causò la polverizzazione di centinaia di tonnellate di amianto, di decine di migliaia di computer e congegni elettronici vari contenenti metalli tossici, una miscela letale penetrata nei polmoni dei soccorritori - i cosiddetti "first responders" - che hanno contratto gravi malattie polmonari.


Le polveri sottili invasero ancora per mesi tutte le abitazioni della zona Sud di Manhattan, ma i residenti vennero rassicurati dal Dipartimento della Salute di New York che sarebbe stato sufficiente: "pulire con uno straccio bagnato, magari indossando dei pantaloni lunghi".


Ma alcuni non si fidarono e fecero effettuare a proprie spese analisi da laboratori specializzati, i cui risultati, allarmanti, furono accolti dall'Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) con assoluta indifferenza.


Col passare del tempo migliaia di persone cominciarono ad accusare seri problemi respiratori: crisi d'asma,  violenti attacchi di tosse e, in alcuni casi, anche rigurgiti di sangue.


Fu soprannominata "sindrome di Ground Zero" e migliaia di persone perdevano lentamente la salute, il lavoro, e spesso anche la vita, nel silenzio più agghiacciante.

Il governo di Bush infatti ha sistematicamente ignorato la tragedia di queste persone per sette lunghi anni e quando l'amministrazione Obama ha voluto rimediare in qualche modo a questa situazione vergognosa, con un finanziamento di circa 4 miliardi di dollari destinato ai soccorritori dell'11 settembre, ha comunque incontrato un ostracismo prolungato, da parte dei repubblicani, che ha quasi fatto fallire la votazione conclusiva.


Fino al 20 dicembre scorso c'era ancora un senatore repubblicano che teneva bloccata la legge, sotto minaccia di ostruzionismo individuale, sperando di far scadere il tempo utile per la sua approvazione.


Solo quando i media "si sono accorti" della situazione incresciosa, ed hanno denunciato il fatto su tutti i telegiornali, i repubblicani si sono finalmente rassegnati a farla passare.


Da indagini giornalistiche e dalla class action promossa da 8.000 tra lavoratori, medici, agenti di polizia, pompieri, sono emerse pesanti responsabilità da parte della stessa Casa Bianca, la quale avrebbe fatto pressioni sull'EPA per accelerare i tempi del recupero, trascurando le precauzioni sanitarie, al fine di riaprire al più presto Wall Street (tutti i dettagli in questo articolo).


Questo filmato della scioccante testimonianza di uno dei volontari colpiti dalla mortale sindrome respiratoria risale al 2006. Da allora la cifra indicata di 4.000 soccorritori colpiti da malattie polmonari è salita ad oltre 11.000.






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