A Natale evitiamo gli sprechi di cibo

Composizione di frutti esotici Durante le festività natalizie in Italia finiscono nella spazzatura più di 500mila tonnellate di cibo per un valore di 1,5 miliardi di euro, una media di circa 80 euro a famiglia.


Si spera che quest'anno, complice anche la crisi, si acquisti con maggiore parsimonia, sottraendo gli alimenti allo spreco, e ci si orienti prevalentemente verso cibi locali e stagionali, meno costosi di alimenti esotici ad alto impatto ecologico.


«Negli ultimi dieci anni - avverte la Coldiretti - c'è stata una crescita esponenziale degli sbarchi di frutta straniera che, oltre a pesare sulle tasche degli italiani, concorrono a inquinare l'ambiente. Si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto».


Un esempio per tutti: un chilo di albicocche australiane - nella top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste - solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica.


Tra i prodotti importati ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto per i quali Coldiretti esprime perplessità, oltre che ambientali, anche di carattere sanitario.


Meglio dunque riscoprire frutti nazionali come cachi e fico d'India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini.


«Molto spesso questi prodotti - conclude Coldiretti - possono essere acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica presenti nelle piccole e grandi città che garantiscono l'origine locale dei prodotti offerti direttamente dagli agricoltori con il miglior rapporto qualità/prezzo».


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