Ogm, un prezzo da pagare all'ignoto e al progresso

Stralcio alcuni punti salienti di un'ampia riflessione di Pasquale Di Lena sul tema OGM e biodiversità.


Paesaggio collinare con campi coltivati


...la nostra identità ha un valore assoluto, soprattutto oggi, quando, per le multinazionali, il cibo è soltanto una merce perché così, e solo così, può passare l'idea che è uguale dappertutto e che le differenze sono un lontano ricordo del passato.


Come dire che si possono annullare i ricordi, i sogni, le diversità e, attraverso la programmazione del cibo uguale ovunque, come un bullone o una lattina di una bevanda che la pubblicità fa consumare per virtù che non ha, livellare anche le colline che ci rendono diversi (...)

Non so se chi, appellandosi alla ricerca (l'ho sempre fatto anch'io, soprattutto se pubblica), ed al profitto, si renda conto che, così, rischia di perdere la collina, quella sua e quella che è a fianco o di fronte. Cioè valuta le conseguenze, prima di fare imporre determinate scelte.


Non capisco perché non si chiede e si spiega chi è la multinazionale - ne conosco tre, Monsanto e Dupont con sede in America, e Sygenta in Svizzera - che, per il gusto del profitto, gli sta togliendo la collina, con la sue ombre di luna e di sole, il suo minuto ruscello, le siepi, le sue vigne ed i suoi olivi, i suoi orti e i suoi cereali, che sono, insieme agli animali che le abitano, il nostro patrimonio di biodiversità (...)


Un prezzo da pagare all'ignoto ed al progresso, dicono, anche se questo prezzo vuol dire lo spreco e la distruzione del solo patrimonio che possiede davvero, il territorio. Un patrimonio che appartiene a me come ad altri, quale bene comune, che sono, oggi ancor più del passato, costretto a difendere non solo dalle multinazionali degli Ogm, ma, anche, dalle scelte di chi vuole rendere libero il territorio da regole e da condizionamenti per la libertà degli speculatori.


Leggi il testo completo qui.


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