Sarà DOP il miele delle dolomiti bellunesi

Logodel miele di BellunoPer il miele delle Dolomiti bellunesi è iniziata l'ultima tappa per ottenere la Denominazione di Origine Protetta.


La domanda, dopo il parere positivo della Commissione, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea l'8 luglio scorso. E, se nei prossimi sei mesi nessun altro paese europeo opporrà obiezioni, il miele bellunese verrà ufficialmente iscritto nell'elenco mondiale dei prodotti DOP.


Il miele è prodotto nell'intero territorio della provincia di Belluno, tutto situato in zona montana, a partire dal nettare dei fiori del territorio montano bellunese. 

A seconda dell'origine floreale si distinguono sei tipologie di miele delle Dolomiti Bellunesi: millefiori, acacia, tiglio, castagno, rododentro, tarassaco. La Dop si contraddistingue per la purezza, la salubrità e l'elevata conservabilità, testimoniate anche dal basso valore di Hmf.*


"Il riconoscimento della Dop Miele delle dolomiti bellunesi premia un prodotto di eccellenza delle nostre montagne, proclamate Patrimonio dell'Umanità. E nello stesso tempo, il lavoro artigianale e l'abilità di ottenere un prodotto di qualità dalle mille sfumature". Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della domanda di registrazione della denominazione Dop miele delle dolomiti Bellunesi.


L'attività apistica è sempre stata diffusa nella montagna bellunese anche in tempi molto lontani quando con l'uso dei bugni rustici la raccolta del miele richiedeva una grande capacità da parte dei produttori per evitare di distruggere intere colonie di api.


Ancora oggi è condotta in modo artigianale e richiede ai produttori specifiche capacità per il posizionamento e la conduzione delle arnie, per la salvaguardia e lo sviluppo delle colonie, per il metodo di raccolta e per la scelta del periodo che permette di differenziare i mieli delle diverse specie floreali, nonché per gli accorgimenti per la sua conservazione.


L'allevamento delle api oltre ad integrare il reddito degli abitanti, rappresentava storicamente una riserva energetica da utilizzare come alimento nei mesi d'isolamento invernale e, in cucina, sia come dolcificante sia per la preparazione di diverse ricette tradizionali locali.


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