Allarmante aumento dei pesticidi nel piatto

Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell'uso della chimica di sintesi in agricoltura, anche quest'anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati risulta eccessivamente elevata.


Operatore agricolo spruzza pesticidi sugli ortaggi


Rispetto allo scorso anno, il rapporto di Legambiente Pesticidi nel piatto 2010, elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, ha evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo, ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.

Ad allarmare in particolare è il quasi raddoppio della percentuale di campioni risultati irregolari nelle verdure provenienti da agricoltura tradizionale che sono passati dall'1 all'1,9 per cento, eguagliando così la quota di campioni irregolari del comparto frutta. Un balzo negativo sul quale hanno pesato in particolare i residui trovati durante le analisi nelle insalate e negli ortaggi da foglia. Va approfondita la situazione del latte fresco, dove il 18,8% dei campioni risulterebbero irregolari tra Lazio e Toscana.


L'Emilia Romagna segnala un'irregolarità relativa ad un campione di muscolo di tacchino (su 7 totali) con tracce di Policlorobifenili (PCB). L'Istituto del Lazio e della Toscana segnala invece l'irregolarità dell'11,1% dei campioni di coniglio, l'1,8% di campioni di latte vaccino, lo 0,7% di campioni di latte bufalino, l'1,8% di latte ovicaprino, il 18,8% di latte fresco. In Lombardia, il 3,7% dei campioni di latte bovino, il 2,4% di uova di gallina e lo 0,8% di campioni di muscolo bovino risultano non conformi per la presenza di diossine e dl-PCB (PCB diossina-simili), mentre in Puglia le irregolarità riguardano un campione di latte bovino ed uno di latte ovino su un totale di 120 analizzati. Anche in questo caso è stata rilevata la presenza di diossine e PCB diossina-simili.


Se già l'anno scorso i dati non erano incoraggianti, quest'anno bisogna registrare fatti particolari e un incremento dei campioni contaminati, che sono passati dal 27,5% a 32,7%. La particolarità, terribilmente negativa è invece la ricomparsa del DDT, a 32 anni dalla sua messa al bando, ritrovato su un campione di lattuga prelevato in Friuli Venezia Giulia.


Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, afferma: "Nonostante gli sforzi per una sua riduzione, l'uso della chimica di sintesi nell'agricoltura della nostra Regione continua ad essere con ogni evidenza eccessivo lo dimostra, purtroppo, l'aumento di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici". E prosegue: "I pesticidi fanno male, lo confermano anche studi recenti sui bambini, mentre sono da approfondire i pericolosi effetti sinergici sulla salute, che possono derivare dall'uso simultaneo di più pesticidi. Chiederemo all'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio di cogliere questo campanello d'allarme e di mettere in atto nuove strategie per vincere la lotta contro i pesticidi".


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