Beato sia il nucleare

L'opuscolo della Chiesa "Energia per il futuro"Da qualche mese circola allegato a tutti i settimanali diocesani italiani un opuscolo, "Energia per il futuro", che propaganda le centrali nucleari.


Il libretto di 48 pagine, con immagini rassicuranti di bambini che giocano spensierati in prati fioriti e sotto cieli azzurri, è realizzato dalla MAB.q, un'agenzia di comunicazione e marketing che gestisce anche "Radio Vaticana" ed è vicina alle curie.


Mab.q ha tra i suoi maggiori clienti l'Enel e ciò ha fatto sospettare ad alcuni osservatori un possibile conflitto d'interessi visto che proprio all'Enel spetta la guida della realizzazione di quattro reattori da 1600 megaWatt degli otto previsti nell'accordo tra Italia e Francia.

La pubblicazione fa riferimento al pensiero della Chiesa intorno all'uso del nucleare. Cardinali di importanti dicasteri della santa Sede e persino lo stesso Papa, viene detto, sono favorevoli all'uso pacifico del nucleare.


Un primo capitolo ha un titolo esplicito: "La Chiesa e il nucleare". Due paginette in cui tra l'altro si sottolinea che il Vaticano fa parte dell'agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e si ribadisce che in varie circostanze la Chiesa si è espressa favorevolmente, attraverso suoi autorevoli rappresentanti, per una ipotetica politica nucleare.


La chiara intenzione è quella di convincere il lettore della bontà e della necessità dell'uso dell'energia nucleare e fa di fatto apparire la Chiesa italiana compattamente schierata al fianco del governo e di chi spinge per la costruzione di nuove centrali nucleari.


"Il vademecum è tutto orientato in positivo - nota Mario Agostinelli, ricercatore dell'Enea e presidente dell'associazione antinuclearista Unaltralombardia - ma non racconta tutta la verità, è zeppo di lacune e offre una prospettiva parziale dei fatti".


Per presentare ai lettori cattolici un altro punto di vista, Agostinelli insieme a un gruppo di ispirazione religiosa chiamato "Beati costruttori di pace" ha realizzato un contro-opuscolo, L'equazione energetica, che verrà analogamente distribuito nelle diocesi.


"Ci sono almeno tre aspetti ingannevoli che contestiamo. Il primo riguarda i costi delle centrali. L'opuscolo stima che un reattore di terza generazione, come quelli che dovrebbero essere costruiti in Italia, costi tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro, in palese contrasto con quanto sta avvenendo in Finlandia: la costruzione di un'identica centrale ha già superato i 7 miliardi di euro e sta richiedendo tempi di realizzazione molto più lunghi del previsto", prosegue Agostinelli.


"Il secondo punto riguarda il confronto sulla convenienza di questa forma di energia rispetto alle altre. Considerando il contributo statale, i costi di sicurezza e dismissione delle centrali, e i costi per lo stoccaggio delle scorie, il prezzo di un kilowattora prodotto da una centrale nucleare è superiore sia ai combustibili fossili, sia all'eolico, e si avvicina al costo del solare. In terzo luogo, il nucleare non è la risposta alla questione climatica".


Nell'opuscolo si legge che "se vogliamo davvero combattere su larga scala il cambiamento climatico, il nucleare è una tecnologia irrinunciabile in quanto non contribuisce al rilascio di CO2 e altre sostanze nocive nell'atmosfera. Un'opzione che si rivela vantaggiosa nel rispetto degli impegni assunti con l'adesione al Protocollo di Kyoto".


"Falso. - replica Agostinelli - I tempi di costruzione delle centrali superano le scadenze fissati dagli accordi di Kyoto e post-Kyoto. E non dimentichiamo che un impianto atomico deve funzionare almeno 9 anni prima di recuperare l'anidride carbonica prodotta per la sua realizzazione".


Suona anche l'altra campana per i fedeli. "A favore di un modello energetico basato sulle energie rinnovabili, integrato, compatibile con la natura, non imposto, democratico e senza bisogno di forme di militarizzazione del territorio", conclude Agostinelli.


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