Il cacciatore di semi perduti

Keen Street in un campo di spighe


E' stato definito l'Indiana Jones dell'agricoltura: Ken Street, 45enne australiano, agronomo presso l'International Center for Agricultural Research, in Siria, di professione fa il cercatore di sementi a rischio di estinzione.


Ha viaggiato nelle zone più impervie e pericolose del mondo, tra cui Turchia, Iraq, Iran e Afghanistan dove ha riscoperto e salvato varietà di grano che resistono a malattie e insetti e altri ortaggi in grado di crescere anche coi climi più aridi.


Egli lancia una grande sfida: grazie a queste sementi, oggi in disuso, in futuro l'umanità potrà continuare a nutrirsi fronteggiando la grave crisi alimentare che si prospetta a causa del cambiamento climatico.

In Afghanistan si trovava una delle banche di sementi antiche più importanti del mondo. Al momento dell'invasione americana del 2002 è stata dispersa in gran parte e, anche se la responsabilità è stata attribuita ai Talebani, le circostanze non sono mai state chiarite.


Nel 2003 peraltro una sorte simile è toccata ad una collezione analoga di sementi mesopotamiche originarie conservate dallo stato iracheno. Stava - infelice luogo - ad Abu Ghraib. In quel caso non è stato possibile dare la colpa ai Talebani.


Il progetto attuale è quello di ricostituire una collezione il più ampia possibile in un luogo remoto che difficilmente possa diventare obiettivo bellico: sono state proposte le isole Svalbard.


"La parte di Turchia per me più interessante è quella sudorientale - racconta Street -, che è però anche quella dove avvengono gli scontri fra esercito turco e separatisti curdi". Non meno rischioso, per ovvi motivi, l'Iraq settentrionale. Decisamente più semplice l'Iran, anche se non sono tutte rose e fiori.


Ma il caso esemplare è l'Afghanistan: "Per secoli l'area è stata il canale di passaggio degli eserciti che imperversavano nell'Asia centrale. Il che ha determinato l'adozione di diversi tipi di agricoltura nella regione". Non a caso la banca genetica dei semi in Afghanistan era fra le più importanti al mondo prima di essere distrutta. "L'Afghanistan sarebbe il posto migliore per le mie ricerche - dice Street - ma oggi lavorare lì è troppo rischioso".


La vita del cacciatore di semi resta complicata anche laddove non ci sono conflitti conclamati: bastano i capricci di poliziotti corrotti e autorità ottuse. Durante uno dei suoi viaggi nel nord del Tagikistan - un'area d'interesse speciale per la sua arretratezza e il persistente uso di coltivazioni antiche - Street si trovò bloccato per giorni a Khojand (fondata 2300 anni fa da Alessandro Magno) a causa della studiata lentezza con cui i funzionari locali gli rilasciarono il permesso per entrare nelle valli più remote della regione.


Il rapporto con i contadini e gli abitanti delle aree in cui Street si avventura è però tutt'altra cosa: "È gente di una povertà estrema. Eppure tu arrivi lì, cominci a far domande e a chiedere di portarti via un po' delle loro sementi e loro la prima cosa che fanno è offrirti da mangiare. In un paio di villaggi hanno addirittura ucciso il loro agnello migliore per noi".


Le ricerche di Street hanno conseguito importanti risultati: "Abbiamo rinvenuto una variante di grano resistente a una cimice che distrugge i raccolti in Africa, un'altra immune all'afide russo del grano e persino una che riesce a difendersi dall'Ug 99, una peste fungina dello stelo del grano potenzialmente devastante per le coltivazioni di frumento".


Tuttavia si potrebbe fare molto di più se a queste ricerche fossero dedicate le dovute attenzioni, sostiene Street: "Anche in termini di fondi: basterebbe una frazione di quelli destinati ad altre minacce all'umanità; quanti miliardi spendiamo per prevenire un rischio potenziale e presunto come il terrorismo? Teniamolo presente: quella alla sicurezza alimentare mondiale è una minaccia chiara ed evidente. Se non addirittura certa".






Trailer del documentario Seed Hunter


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