Sentenza pro OGM: richiesta una moratoria alle semine

Chicchi di mais OGM in vetro


In risposta alla sentenza del Consiglio di Stato, che impone al Ministero dell'Agricoltura di consentire la coltivazione di mais geneticamente modificato, è stato presentato un emendamento - a firma del senatore Francesco Ferrante - al decreto milleproproghe per ottenere una moratoria alle semine OGM fino a quando le Regioni non avranno adottato misure atte a preservare dai rischi di contaminazione le colture tradizionali.


"La sentenza del Consiglio di Stato che impone al Ministero dell'Agricoltura di procedere all'autorizzazione di coltivazioni Ogm senza attendere le decisioni delle Regioni in merito alla coesistenza di diverse colture appare assai strana perchè dimentica appunto le prerogative delle Regioni stesse stabilite dalla legge e dalla Costituzione - commenta Francesco Ferrante - Peraltro sembra viaggiare su un binario opposto a quello della volontà della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, ben il 72% secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, contraria agli Ogm. Su un tema così delicato occorre riflessione e confronto fra tutte le parti interessate, e dunque propongo al ministro Zaia, di dare parere favorevole all'emendamento che ho presentato oggi al Decreto Milleproroghe, dicendo semplicemente no agli Ogm almeno fino a quando le Regioni non abbiamo adottato i Piani di coesistenza".


L'emendamento all'articolo 8 bis del decreto (Proroga di termini in materia di agricoltura) recita: "Al  fine  di  completare  il  quadro  normativo  regionale  che  consenta  l'attuazione  delle  misure necessarie  per  garantire  l'effettiva  coesistenza  tra  le  diverse  forme  di  colture  che  attualmente possono essere praticate, come stabilito dal D.L. 22 novembre 2004, n. 279, convertito nella legge 28 gennaio 2005, n. 5, sono sospese la sperimentazione in campo aperto e l'avvio delle coltivazioni di organismi geneticamente modificati su tutto il territorio nazionale, fino a quando le Regioni non abbiamo adottato i Piani di coesistenza, ai sensi dell'articolo 4 del  D.L. 22 novembre 2004, n. 279".


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail