Sospetti sui dolcificanti artificiali

Confetti di gomma masticante


Fino a pochi anni fa, per vendere dolcificanti artificiali o metterli nei prodotti alimentari occorreva un'autorizzazione del Ministero della Salute. Oggi invece li ritroviamo nell'elenco degli ingredienti normali.


Ma i consumatori si chiedono: vanno bene i dolcificanti contro il diabete o il sovrappeso? Oppure danneggiano la salute?


Sull'argomento esistono studi contraddittori e sia l'associazione dei diabetici (AFD) che l'Associazione dei dietologi-nutrizionisti (AFDN) lamentano la disinformazione che regna in questo campo e mettono in guardia dal consumo eccessivo di prodotti cosiddetti "light".


Intanto interviene l'Unione Nazionale Consumatori per fare un po' di chiarezza almeno sulle etichette.

Gli edulcoranti artificiali non solo devono figurare nell'elenco degli ingredienti, ma anche in altra parte dell'etichetta con la menzione "con edulcorante/i" (DPR n. 311/1997), perché nell'elenco degli ingredienti potrebbero essere indicati con la sola sigla CE (una E seguita da un numero) e il consumatore non ci capirebbe niente.


Quindi il termine "edulcorante/i" indica solo quelli artificiali o sintetici, chiamati così perché sono costruiti chimicamente in laborario e non estratti dalla barbabietola o dalla canna come lo zucchero comune.


Devono esservi anche delle avvertenze in etichetta: se si mangiano dieci caramelle con sorbitolo, xilitolo, maltitolo o mannitolo, altri edulcoranti autorizzati, si avrà un effetto lassativo, quindi l'avvertenza prevista è "un consumo eccessivo può avere effetti lassativi", mentre l'aspartame non è tollerato da chi ha una malattia particolare chiamata fenilchetonuria e l'avvertenza è "contiene una fonte di fenilalanina" (la sostanza non tollerata).


Il produttore può mettere in etichetta l'avvertenza "senza zuccheri aggiunti", ma se usa anche la menzione "a ridotto contenuto calorico", le calorie fornite dall'alimento devono essere ridotte di almeno il 30% rispetto all'analogo alimento normale. Infine gli edulcoranti artificiali non possono essere impiegati nei prodotti alimentari destinati ai lattanti e ai bambini piccoli.


Attenzione poi perché dolcificante non significa senza calorie: "Notiamo una deriva nei comportamenti - avverte Florence Rossi di AFDN - non è perché certi alimenti sono meno zuccherati o meno grassi che possono essere consumati a volontà". E fa notare che che gli edulcoranti come sorbitolo o xylitolo, presenti nei chewing-gum o nelle caramelle, apportano circa 2,4 kcal/g, ossia metà del saccarosio.


Una buona notizia è che la Francia ha autorizzato il nuovo edulcorante stevia effettivamente acalorico e di fonte naturale: viene estratto da una pianta del Sudamerica. Si attende che anche gli altri paesi europei lo inseriscano nella lista degli ingredienti alimentari consentiti.


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